LA “RESTANZA” E IL RITORNO NELL’OPERA DI VITO TETI AL CENTRO DI UN WEBINAR DELL'IIC DI MONTREAL

LA “RESTANZA” E IL RITORNO NELL’OPERA DI VITO TETI AL CENTRO DI UN WEBINAR DELL

MONTREAL\ aise\ - Continuano con un approfondimento sull'opera dell'antropologo Vito Teti gli appuntamenti con il ciclo di webinar ideati e organizzati dall'Istituto Italiano di Cultura di Montreal.
“Il mondo è un paese. Il paese è un mondo”: la “restanza” e il ritorno nell’opera di Vito Teti, antropologo e professore ordinario all’Università della Calabria è il tema della conferenza che si terrà giovedì prossimo, 9 luglio, alle 15:00 EST (le 21:00 a Roma) sulla piattaforma Zoom con ingresso libero previa registrazione.
Alla presentazione intervengono lo stesso Vito Teti, il direttore dell'IIC Francesco D’Arelli, Connie Guzzo McParland, Francesco Loriggio e Damiano Pietropaolo.
L’opera di Vito Teti è stata definita tempo fa un’opera “di scienza e di poesia” da Claudio Magris, che si riferiva a un suo particolare libro. Antropologo e professore all’Università della Calabria, Teti ha scritto un gran numero di libri, fra cui anche “Pietre di pane”, pubblicato nel 2011 per i tipi della Quodlibet di Macerata. “Pietre di pane” è stato magistralmente tradotto in inglese da Francesco Loriggio e da Damiano Pietropaolo e pubblicato nel 2018 dalla casa editrice canadese Guernica Editions con il titolo “Stones into Bread”.
L’antropologia del viaggio, dell’emigrazione e l’etnografia dell’abbandono sono i sentieri particolarmente amati e percorsi da Vito Teti, al punto da rivelare passo dopo passo la sensibilità e l’anima recondita dei luoghi oramai impercettibili nella vita quotidiana della società contemporanea sommersa dal frastuono e dal riflesso delle sole immagini. E così quando scrive nel Prologo del restare di “Pietre di pane”, quasi come un prodigio: “Muoversi nelle città, percorrere a piedi le periferie e la loro costitutiva marginalità, attraversare paesi e campagne, guardare e conoscere quelli che arrivano, richiede una pratica e un’arte del camminare lento, silenzioso, a volte solitario, circospetto. Conosco persone che hanno viaggiato molto e non hanno visto nulla. Ho incontrato persone che hanno fatto tutti i viaggi di questo mondo e non hanno mai camminato. Conosco persone rimaste ferme che conoscono il mondo. Nel mondo in cui la lontananza, come scrive Prete, non è più lontana, ma è “prossima, transitabile, persino domestica” e si trova “nelle case, sul monitor del computer, sul display dei cellulari, nel suono che giunge agli auricolari”, la scoperta e le novità vanno forse cercate nel posto apparentemente più vicino, magari quello che abitiamo e che forse ci è diventato più lontano, più estraneo, più irriconoscibile”.
Vito Teti è professore ordinario di antropologia culturale all’Università della Calabria, dove ha fondato e dirige il Centro di iniziative e ricerche “Antropologie e Letterature del Mediterraneo”. Si è occupato di storia e culture dell’alimentazione, di antropologia del viaggio e dell’emigrazione, di riti e feste nella società tradizionale e in quella attuale, di antropologia ed etnografia dell’abbandono con particolare riferimento al Mezzogiorno d’Italia e al Mediterraneo. È autore di volumi, saggi, racconti. Tra le più recenti pubblicazioni: Pietre di pane (Quodlibet, 2011; Stones into bread, Guernica Editions, 2018); Il patriota e la maestra (Quodlibet, 2012); Maledetto Sud (Einaudi, 2013); Fine pasto. Il cibo che verrà (Einaudi 2015); Terra Inquieta. Antropologia dell’erranza meridionale, (Rubbettino, 2015); Storia del peperoncino. Cibi, simboli e culture tra Mediterraneo e mondo (Donzelli, 2016); Quel che resta. L’Italia dei paesi, tra abbandono e ritorno, (Donzelli, 2017); A filo doppio. Un’antologia di scritture calabro-canadesi (Donzelli, 2017; con Francesco Loriggio); Prevedere l’imprevedibile. Presente, passato e futuro in tempo di coronavirus (Donzelli, 2020).
Francesco Loriggio è professore emerito alla Carleton University di Ottawa. Ha ampiamente pubblicato sia sulla letteratura italiana moderna che sulla letteratura italo-canadese. Ha tradotto, inoltre, in inglese il teatro di Achille Campanile (The Inventor of the Horse and Other Short Plays, Guernica Editions) e la poesia e prosa in italiano di autori italo-canadesi. Ha curato varie raccolte di saggi e antologie, tra cui, con Vito Teti, A doppio filo. Un’antologia di scritture calabro-canadesi (Donzelli, 2017).
Damiano Pietropaolo è scrittore, regista, traduttore ed educatore. Le sue traduzioni includono selezioni di dramma e teoria drammatica del Rinascimento italiano, nonché romanzi e altre opere. Ha tradotto e adattato per il palcoscenico le commedie radiofoniche di Federico Fellini (Stratford Festival 2002). I suoi saggi e recensioni sono apparsi nel Saturday Night Magazine, The Globe and Mail, Grail Magazine, CBC Radio e Il Quotidiano della Calabria. I suoi saggi, poesie e racconti sono stati tradotti in italiano e pubblicati in A doppio filo. Un’antologia di scritture calabro-canadesi (Donzelli, 2017), a cura di Vito Teti e Francesco Loriggio.
Presidente e condirettrice di Guernica Editions, Connie Guzzo McParland ha conseguito la laurea in letteratura italiana e un master in scrittura creativa alla Concordia University (Montreal). Nel 2017, ha ricevuto il David McKeen Award per il suo romanzo di tesi, Girotondo. Nel 2005, un estratto di questo romanzo, Verso Halifax, ha vinto il secondo posto del Premio Letterario Cosseria a Cosseria, Italia. Il suo romanzo The Girls of Piazza d’Amore (Linda Leith Publishing, 2013) è stato selezionato per il Concordia First Novel Award dalla Quebec Writer’s Federation. Il suo secondo romanzo, The Women of Saturn è stato pubblicato nel 2017 da Inanna Publications e uscirà prossimamente in italiano per i tipi della Rubbettino Editrice. (aise)


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