“Puccini, l’americano” all’IIC di New York

NEW YORK\ aise\ - “Sono veramente grato al gran pubblico di New York per le accoglienze tanto entusiastiche che ha fatto alle mie opere… finisco gridando ‘America forever’”. A parlare è Giacomo Puccini, in partenza da New York nel febbraio 1907, al termine del suo primo tour negli Stati Uniti, in occasione delle prime americane di Madama Butterfly e Manon Lescaut. Accanto a lui, la moglie Elvira, con cui il compositore registra un raro messaggio di saluto al pubblico americano, oggi conservato nel Fondo Virgilio Boccardi dell’Archivio storico del Teatro La Fenice.
Da questa testimonianza prende avvio il convegno “Puccini, l’americano”, un progetto che intende approfondire il rapporto tra Puccini e gli Stati Uniti che si terrà il 2 maggio, alle 16:00 ora locale, all’Istituto Italiano di Cultura di New York.
In occasione dell’esecuzione in forma di concerto de Il trittico alla Carnegie Hall con la National Symphony Orchestra diretta da Gianandrea Noseda, il convegno esamina l’esperienza americana di Puccini tra il 1907, anno della sua prima visita, e il 1918, quando Il trittico debuttò alla Metropolitan Opera.
L’esperienza americana di Puccini avvenne tra il 1907, anno della sua prima visita, e il 1918, quando Il trittico debutta al Metropolitan Opera.
Intervengono: Gianandrea Noseda, direttore d’orchestra di fama internazionale; Virgilio Bernardoni, tra i principali studiosi italiani di teatro musicale; Carla Moreni, firma autorevole de Il Sole 24 Ore; Patrizia Mavilla, direttrice della Fondazione Ragghianti e curatrice di progetti espositivi interdisciplinari.
Modera il dibattio Claudio Pagliara, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York.
Nell’occasione sarà inoltre presentata la mostra “Puccini fotografo. Una visione inedita di Giacomo Puccini”, dedicata all’attività fotografica del compositore durante i suoi soggiorni americani.
L‘innovativa esposizione svela la passione nascosta del compositore per la fotografia, offrendo un ritratto senza precedenti di Giacomo Puccini, mito musicale. Le fotografie mostrano un artista poliedrico, la cui curiosità si estendeva ben oltre il palcoscenico operistico. Le fotografie—realizzate con abilità, entusiasmo e una spiccata sensibilità visiva—documentano i paesaggi e i luoghi che hanno segnato la sua vita, da Torre del Lago a Viareggio, fino ad Abetone. Attraverso queste immagini, Puccini rivela uno sguardo intimo rivolto alla natura, all’architettura e alla quotidianità, così come agli spazi domestici in cui visse.
Durante i suoi viaggi negli Stati Uniti nel 1907 e nel 1910— in occasione di importanti rappresentazioni e della prima mondiale de La Fanciulla del West al Metropolitan Opera House di New York—il compositore immortalò la vitalità dell’America di inizio Novecento. Le fotografie scattate a New York, Philadelphia e alle Cascate del Niagara restituiscono ampi panorami urbani, porti animati e suggestivi scorci di vita marittima, testimoniando il suo fascino per la modernità e il movimento. (aise)