Zona Maco, tra Messico e Italia: arte, dialogo e prospettive globali

CITTÀ DEL MESSICO\ aise\ - Con l’arrivo di febbraio, Città del Messico torna a essere uno dei principali epicentri dell’arte contemporanea internazionale. Dal 4 all’8 febbraio, il Centro Citibanamex ospita ZⓈONAMACO, la più importante fiera d’arte dell’America Latina, punto di riferimento imprescindibile per il dialogo tra la scena regionale e i circuiti globali. L’edizione 2026 assume un rilievo particolare anche per la partecipazione di due curatori italiani, invitati nel programma di conversazioni come protagonisti di un confronto tra Italia e America Latina: Ilaria Conti e Stefano Collicelli Cagol.
Ne dà notizia l’Istituto Italiano di Cultura ricordando che ZⓈONAMACO, nata oltre vent’anni fa come piattaforma capace di tenere insieme mercato, ricerca curatoriale e sperimentazione, si è progressivamente affermata come un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del contemporaneo. Gallerie internazionali e realtà messicane di primo piano convivono in un contesto che riflette una scena locale solida, consapevole e aperta al confronto transnazionale.
Per il terzo anno consecutivo, la direzione della fiera è affidata a Direlia Lazo, affiancata da un comitato di selezione internazionale che garantisce coerenza curatoriale e qualità progettuale. L’articolazione in diverse sezioni — dedicate all’arte contemporanea, alla modernità storica, alle prospettive del Sud Globale e al design — restituisce una visione ampia e stratificata, senza perdere di vista il rapporto tra sperimentazione e mercato.
È all’interno di questo quadro che si inserisce il programma di conversazioni, uno dei dispositivi centrali della fiera, pensato come spazio di riflessione critica e scambio tra pratiche e contesti differenti. Tra gli ospiti dell’edizione 2026 i due curatori italiani - Conti e Collicelli Cagol – sono chiamati a portare a Città del Messico prospettive maturate tra istituzioni europee e latinoamericane.
Ilaria Conti, Direttrice Esecutiva e Curatrice Capo di La Nueva Fábrica, opera da anni all’intersezione tra arte contemporanea, pratiche curatoriali e giustizia epistemica. Attiva tra Stati Uniti e America Centrale, con base ad Antigua, Guatemala, guida un’organizzazione no-profit che affianca alla programmazione espositiva un articolato sistema di residenze internazionali e progetti educativi rivolti a comunità diverse. La sua ricerca curatoriale si è sviluppata in contesti istituzionali di primo piano — dal Centre Pompidou all’American Federation of Arts, fino alla Biennale di Marrakech — e si inserisce oggi in una rete transnazionale che include la collaborazione con il Museo Reina Sofía e l’American Academy in Rome, confermandola come una voce autorevole nel dibattito contemporaneo tra Europa e America Latina.
Accanto a lei, Stefano Collicelli Cagol guida dal 2022 il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, portando a Zona Maco un solido bagaglio curatoriale maturato tra Italia ed Europa. Il suo lavoro, sviluppato anche alla Quadriennale di Roma e in numerose istituzioni internazionali, si concentra sulle trasformazioni dell’arte contemporanea, sulle pratiche performative e sul dibattito pubblico, con uno sguardo costantemente rivolto ai processi di internazionalizzazione. Collicelli Cagol è inoltre membro del Comitato di Indirizzo del Ministero della Cultura e del Comitato Fondazioni per l’Arte Contemporanea, confermando la sua posizione di riferimento nel panorama curatoriale italiano e internazionale.
“La loro presenza a ZⓈONAMACO 2026 non rappresenta soltanto un riconoscimento individuale, ma si inserisce in un dialogo più ampio tra la scena curatoriale italiana e i contesti artistici dell’America Latina, oggi sempre più interconnessi”, sottolinea l’IIC. “In questo senso, la fiera si conferma non solo come luogo di scambio economico, ma come piattaforma culturale capace di attivare relazioni, discorsi e prospettive che superano i confini geografici”. (aise)