70 anni fa la prima udienza della Corte Costituzionale

ROMA\ aise\ - Il 23 aprile del 1956 la Corte costituzionale si riuniva per la prima volta in udienza pubblica. La prima sentenza dei giudici costituzionali – insediatisi a Palazzo della Consulta a dicembre del 1955 – riguardò la cancellazione delle disposizioni del Testo unico di Pubblica sicurezza del codice penale fascista giudicate in contrasto con l’articolo 21 della Costituzione repubblicana che sancisce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Questa mattina le celebrazioni per i 70 anni trascorsi da quella giornata particolare della Corte sono iniziati con una cerimonia al Quirinale, durante la quale è stata presentata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’articolata opera di ricognizione curata dall’attuale Collegio su come è cambiato l’ordinamento giuridico per effetto delle pronunce di illegittimità costituzionale della Corte.
Presenti alla cerimonia il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, la Vice Presidente del Senato, Licia Ronzulli, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, i giudici costituzionali e rappresentanti del mondo politico e della magistratura.
Tra il 1956 e il 2025, su un totale di 20.139 giudizi sulle leggi, sono 4.124 le sentenze della Corte che nel dispositivo contengono almeno un capo dichiarativo di illegittimità costituzionale.
Il volume “1956-2026. I settanta anni della Corte Costituzionale. Garante dei diritti e delle istituzioni repubblicane” – disponibile sia in digitale, edito da Giuffrè Lefebvre, che in forma cartacea, edita da Treccani - dà conto di queste pronunce.
Nella prima opera, le sentenze sono state raccolte in 15 volumi digitali, alcuni suddivisi in più tomi, e ripartite per materia; ogni volume è curato da uno dei giudici in carica, che è anche autore di un saggio introduttivo relativo all’andamento della giurisprudenza in quella materia.
I volumi sono consultabili sul sito istituzionale www.cortecostituzionale.it a partire da oggi, 23 aprile.
Il volume cartaceo, oltre a contenere i 15 saggi dei singoli giudici, è aperto da una introduzione del Presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso che traccia un percorso di raccordo tra i filoni tematici maturati in questi 70 anni di giustizia costituzionale.
Oggi pomeriggio e domani mattina si svolgeranno a Palazzo della Consulta le due sessioni in cui è articolato il convegno di approfondimento nel corso del quale verranno illustrati i 15 filoni tematici con la partecipazione di 30 relatori: una metà di accademici e una metà composta da Presidenti, Vicepresidenti e giudici emeriti della Corte.
“1956-2026: i settanta anni della Corte costituzionale. Garante dei diritti e delle istituzioni repubblicane” è anche il titolo di un documentario prodotto dalla Corte che – con immagini, giornali e sonoro tratti dagli archivi – ripercorre per tappe essenziali il dibattito all’Assemblea costituente sui nuovi giudici delle leggi, l’attesa per l’insediamento del primo collegio e, nel corso di 70 anni scanditi dalla galleria dei ritratti dei Presidenti, le principali sentenze che hanno cambiato la vita degli italiani in molti e vitali ambiti: dalla famiglia ai temi etici sull’inizio e la fine della vita, dai diritti dei lavoratori alla libertà di impresa, dalla priorità della spesa sanitaria ai doveri fiscali dei contribuenti. Alcuni focus illustrano l’ingresso delle donne nel Collegio, a partire dalla prima nomina nel 1996, e l’elezione nel 2015 del giudice costituzionale Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica.
La voce dell’attuale Presidente della Corte Giovanni Amoroso accompagna lo spettatore attraverso le tappe della storia della Consulta, la sua composizione, i punti cardine delle modalità di lavoro, fra cui il faro della Costituzione e la collegialità nelle decisioni, il dialogo con le altre Corti nazionali e con quelle sovranazionali.
Il documentario verrà trasmesso da Rai Storia questa sera alle 21.10 e verrà proposto agli studenti in occasione delle tappe del Viaggio in Italia della Corte nelle scuole superiori di tutte le regioni (anno scolastico 2026-2027) e ai visitatori di Palazzo della Consulta.
Per tutto il 2026 saranno aumentate le visite a Palazzo della Consulta, sempre su prenotazione attraverso questo link. (aise)