Alla Fondazione Bonollo l'arte contemporanea torna protagonista con Frieda Toranzo Jaeger e Annette Barcelo

THIENE\ aise\ - Alla Fondazione Bonollo l'arte contemporanea torna protagonista con due mostre: quelle di Frieda Toranzo Jaeger e di Annette Barcelo, che, aperte al pubblico sabato scorso, 21 febbraio, saranno visitabili sino al 9 maggio negli spazi della Fondazione, a Thiene, vicino Vicenza.
L’artista Frieda Toranzo Jaeger (1988) presenta a Thiene ”Visioni”, una raccolta di opere rappresentative della sua ricerca sull’influenza dei modelli religiosi e i sistemi ideologici sull’esistenza contemporanea. La mostra è a cura di Elisa Carollo.
Le prime due sale della Fondazione ospitano una serie di grandi dipinti tridimensionali di Frieda Toranzo Jaeger ispirati nella forma alle pale d’altare portatili, oggetti di devozione cattolica qui privati della loro funzione e trasformati in dispositivi di ri-immaginazione. L’artista affronta direttamente la cappella dell’ex chiesa delle Dimesse come architettura di potere che per secoli ha contribuito a sostenere una precisa visione del mondo.
L’opera cardine della mostra è Space Based on the Visions of Benedetta Carlini (2026) ispirata alla storia della monaca benedettina ed esposta qui come nuova pala d’altare per la cappella. Il dipinto, così come tutti quelli in mostra, funziona come una visione, non intesa come verità assoluta e rivelazione soprannaturale, bensì come spazio psicologico e culturale di resistenza immaginativa. L’artista interpreta le visioni di Carlini come spazio di espressione libera del mondo interiore, dove una donna del XV secolo poteva parlare, desiderare, esercitare un’autorità di pensiero altrimenti negata. In Toranzo Jaeger la visione diventa strategia creativa: un modo di immaginare possibilità inesplorate e destabilizzare l’ordine dominante.
I titoli delle sue opere suonano come enunciati teologici: attingono all’economia del linguaggio sacro, conciso e astratto, per pronunciare nuove verità che fronteggiano la fragilità della condizione umana. Allo stesso modo, i soggetti e le scene rappresentate creano uno spazio dove poter immaginare un altro futuro in cui tutti i suoi elementi sono tra loro interconnessi.
Spiega la curatrice Elisa Carollo che, “attingendo a visioni del mondo in cui generi, animali, strumenti, sessualità, parentela, piante, suono e clima coesistono in una rete continua di relazioni, le sue opere si configurano come contro-cosmologie: immaginari erotici, meccanici ed esoterici che rifiutano la trascendenza a favore dell’immanenza, immaginando interdipendenze fluide tra biologia e macchina, spirito e materia”.
Contemporaneamente, la Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo per l’arte contemporanea di Thiene segna l’esordio italiano dell’artista svizzera Annette Barcelo (1943) con la mostra “Melamptha” che ripercorre gli ultimi trent’anni della sua attività, a cura di Sara De Chiara.
Il progetto espositivo riunisce una selezione di opere provenienti dal suo archivio e realizzate tra gli anni Novanta e il 2024, alcune delle quali mai esposte prima. Gli ultimi trent’anni di attività dell’artista l’hanno condotta a sperimentare su diversi supporti, carta, tela, vetro, tavola, e a dare forma a un immaginario femminile sospeso tra realtà e irrealtà, vita e aldilà. I suoi dipinti si offrono come spazi liminali in cui il corpo femminile sfuma e si confonde con il paesaggio circostante, i suoi elementi e le sue creature, fiori, animali, in atmosfere cariche di simboli e significati misteriosi.
Il titolo della mostra è suggerito dalla figura mitologica greca Melampo, indovino e guaritore che ha ricevuto il dono di comprendere il linguaggio degli animali e così di predire il futuro degli uomini. Melampo s’intitola anche il romanzo breve di Ennio Flaiano (1970), il cui epilogo si attesta sull’inaspettata metamorfosi della protagonista che assume il comportamento di una cane, devoto e istintivo, portando alla fine della sua relazione amorosa. La mostra si ispira a entrambi gli episodi narrativi.
In mostra sono esposte opere che appartengono alla serie degli angeli, dal titolo Engel, a cui l’artista ha lavorato nel 2022. Serpenti, uccelli, elefanti, maschere, teschi, ali e becco compongono il repertorio di simboli della serie: dipinti su tele di piccole dimensioni le figure fissano il visitatore in pose ieratiche e con lo sguardo cavo.
Rappresentativa della produzione degli anni Novanta è l’opera Der Trommler (1996), dove è protagonista un uomo, forse uno sciamano, impegnato a percuotere il suo tamburo, il cui suono si propaga visivamente nello spazio, trasformando la frequenza in un pattern di profili di uccelli che si involano, suscitando in chi lo guarda una nuova forma di incanto verso il mondo.
Altre opere si connotano per una dimensione narrativa forte. I leporelli colorati Ricordo di Rimini e Ricordo di Siena (2024) e le tavole di Monsieur le consul (2018) dispiegano un vero e proprio racconto in cui i personaggi femminili sono colti in azioni misteriose, mentre compiono gesti enigmatici e intrattengono un dialogo silenzioso con animali e creature fantastiche, immersi in una natura fatta di acqua e fiori.
“L’arte di Barcelo rende l’osservatore testimone di un mondo parallelo a quello reale, in cui domina il magico e l’arcaico, il leggendario e il rituale”, spiega Sara De Chiara, curatrice della mostra. “Incoraggia chi osserva ad accogliere le energie viscerali e ad andare oltre la logica razionale che anima la nostra vita quotidiana. Le creature di Annette Barcelo ci mostrano lo spaccato di una cosmologia governata da altre forze e dinamiche”.
Con questi due nuovi progetti espositivi la Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo per l’arte contemporanea rinnova il proprio impegno nella valorizzazione dei migliori talenti del panorama artistico internazionale e nella costruzione di un crocevia internazionale, che dal cuore di Thiene rivolge lo sguardo verso lo scenario culturale internazionale.
Frieda Toranzo Jaeger è nata nel 1988 a Città del Messico, dove oggi vive e lavora. Il suo lavoro pittorico, animato da istanze femministe e postcoloniali, mette inoltre in discussione le strutture formali stesse del medium. La sua pratica affronta anche le rappresentazioni della mascolinità e della femminilità nella cultura visiva del tardo capitalismo. Ha conseguito un diploma post-laurea presso la Hochschule für Bildende Künste di Amburgo, dopo avervi completato i suoi studi professionali. Frieda ha ricevuto l’HISCOX Art Prize nel 2016 e il Finkenwerder Förderpreis nel 2022. Tra le sue principali mostre personali figurano A Future in the Light of Darkness presso Modern Art Oxford; Autonomous Drive al MoMA PS1; The Perpetual Sense of Redness al Baltimore Museum of Art. Il suo lavoro è stato inoltre presentato alla Biennale Arte di Venezia 2024, Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere. Attualmente è studentessa del programma di certificazione del nuovo centro di ricerca e pratica in filosofia critica.
Annette Barcelo è nata nel 1943 a Basilea, dove risiede e dove si è formata presso la Schule für Gestaltung (Scuola di Design). La sua pratica artistica, sviluppata nel corso di oltre cinquant’anni, spazia nelle tecniche, quali pittura, disegno e incisione, utilizzate per dare vita a opere spesso organizzate in serie. Il suo peculiare linguaggio visivo esplora le connessioni tra diverse dimensioni esistenziali, come la nascita e la morte, ma anche tra la flora e la fauna, ricorrendo a diverse mitologie. L’opera di Barcelo incarna lo sforzo di evitare la dicotomia tra reale e irreale, affermando l’esistenza di un terzo mondo, una figura che agisce troubadour che abita tutte le possibili intersezioni tra i regni del reale, tra generi e discipline, tra ciò che è vivo e ciò che non lo è. Nella sua pratica, l’artista propone una dimensione in cui i mondi danzano al ritmo di forze misteriose, creando alleanze con noi esseri umani, deboli e avidi, e donandoci forza e speranza. Tra le sue più recenti mostre personali e collettive ricordiamo: Manifesta 15, Barcellona, ES (2024); see you next tuesday, Basilea, CH (2024); Space 25, Basilea, CH (2024); Madragoa, Lisbona, PT (2023); der TANK, Basilea, CH (2023); Galerie Anne de Villepoix, Parigi, FR (2023); Kunsthaus Aarau, Aarau, CH (2023); Galerie Anne De Villepoix, Parigi, FR (2017); Galerie Mäder, Basilea, CH (2016). (aise)