“Cosa ne pensi del femminismo? Donne fotografe in Austria e Italia” in mostra a Vienna

VIENNA\ aise\ - Sarà inaugurata il 22 giugno a Vienna la mostra “Cosa ne pensi del femminismo? Donne fotografe in Austria e Italia”, allestita in contemporanea sino al 18 luglio nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura e presso la sede del collettivo Fotogalerie Wien, che l’ha curata insieme a Federica Muzzarelli.
Coprendo un arco temporale che va dagli anni Sessanta del secolo scorso ai giorni nostri, questa mostra ripercorre la fotografia come mezzo di resistenza e di autoaffermazione all’interno delle strutture patriarcali della società.
Attingendo ad alcuni nuclei tematici principali – come l’album di famiglia, l’identità di genere, gli stereotipi e spazi domestici, i ruoli e le censure sociali – le opere esposte presentano l’eredità culturale e lo sviluppo dell’immagine e della presenza delle donne in Italia e in Austria, portando alla luce narrazioni trascurate, reclamando visibilità e offrendo modi alternativi di pensare. La mostra riflette un processo continuo di messa in discussione e di nuove visioni, attraverso il quale le prospettive femministe continuano a cambiare i confini della fotografia.
Le opere delle artiste italiane in mostra, interamente provenienti dalla Collezione Donata Pizzi, dialogano con quelle delle artiste austriache e tra le due sedi espositive: Liliana Barchiesi, Tomaso Binga, Lisetta Carmi, Martina Della Valle, Giulia Lacolutti, Paola Mattioli e Alessandra Spranzi insieme a Julia Fuchs, Lena Rosa Händle, Maria Hahnenkamp, Veronika Hösch, Soli Kiani, Jakob Lena Knebl, Karin Mack, Eva Schlegel e Moira Zoitl.
La Collezione Donata Pizzi è stata fondata con lo scopo di promuovere il lavoro delle più significative fotografe italiane dalla metà degli anni sessanta ai nostri giorni. Ad oggi comprende opere di più di settanta artiste, dai lavori pionieristici di Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi e Paola Mattioli alle ricerche più recenti di Marina Ballo Charmet, Silvia Camporesi, Gea Casolaro, Paola Di Bello, Marzia Migliora e molte altre. Per la varietà dei temi trattati e il valore di testimonianza sociale, la collezione ha colmato un’importante lacuna nel panorama fotografico italiano.
La componente italiana di questo progetto attinge alla mostra “Fotografia e femminismi. Storie e immagini dalla Collezione Donata Pizzi”, a cura di Federica Muzzarelli, allestita nel 2024 presso Fondazione Sabe per l’arte a Ravenna, in collaborazione con il Gruppo di Ricerca FAF/Dipartimento delle Arti, Università di Bologna. (aise)