Festival del cinema europeo di Lecce: i cinque finalisti del Premio Mario Verdone e l’Ulivo d’oro alla carriera a Jeremy Irons, Luigi Lo Cascio ed Enzo d’Alò

LECCE\ aise\ - È stata annunciata la cinquina dei finalisti del Premio Mario Verdone, selezionati da Alberto La Monica, direttore del Festival del Cinema Europeo, con il Direttivo dei Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) presieduto da Laura Delli Colli. La cinquina risulta così composta: Davide Angiuli per Cattiva strada; Gabriele Berti, Giovanni Nasta, Diego Tricarico per Strike - Figli di un’era sbagliata; Mara Fondacaro per Il primo figlio; Alberto Palmiero per Tienimi presente; e Tommaso Renzoni per Notte prima degli esami 3.0.
Il Festival del Cinema Europeo, in programma a Lecce dal 7 al 14 novembre, rinnova così una delle sue sezioni più attese, il “Premio Mario Verdone” giunto alla 17^ edizione e dedicato a un autore italiano di opera prima distintosi nella stagione cinematografica appena trascorsa. Come ogni anno, a decretare il vincitore del Premio - istituito dal Festival in accordo con la famiglia Verdone - saranno proprio Carlo, Luca e Silvia Verdone, che assegneranno il riconoscimento durante il weekend conclusivo della manifestazione.
“Con questa diciassettesima edizione del Premio intitolato a nostro padre sentiamo ancora più forte il legame con il Festival del Cinema Europeo e con il nuovo cinema italiano, che continua a sorprenderci per vitalità e originalità”, hano dichiarato all’unisono dichiarano Carlo, Luca e Silvia Verdone. “Le opere in concorso raccontano con sguardi diversi la complessità del presente e confermano il talento delle nuove generazioni. Non sarà semplice scegliere, ma è questo il segno più bello di un cinema che cresce. Il nostro ringraziamento va al Festival e ai Giornalisti Cinematografici Italiani del SNGCI per l’impegno costante nel valorizzare i giovani autori, una missione che nostro padre avrebbe sentito profondamente vicina”.
Il Festival del Cinema Europeo ha annunciato anche il programma delle due sezioni “Protagonista del Cinema Europeo” e “Protagonista del Cinema Italiano” della sua XXVII edizione: l’attore britannico Jeremy Irons e l’attore italiano Luigi Lo Cascio. Due interpreti di grande talento, espressione di due percorsi artistici differenti, ma accomunati da una forte cifra autoriale, dalla versatilità e dalla capacità di dare vita a personaggi complessi e indimenticabili.
“Avere a Lecce Jeremy Irons e Luigi Lo Cascio significa celebrare due straordinari attori che, pur appartenendo a cinematografie e generazioni diverse, hanno fatto della ricerca, della profondità interpretativa e della qualità delle proprie scelte artistiche il centro del loro lavoro”, ha dichiarato Alberto La Monica, direttore artistico del Festival. “Con loro il Festival conferma la propria vocazione a raccontare il cinema attraverso i suoi protagonisti e a creare un dialogo diretto tra grandi interpreti, autori e pubblico. Sarà un’edizione particolarmente importante, nella quale il cinema europeo e quello italiano si incontrano attraverso due personalità artistiche di assoluto rilievo”.
Jeremy Irons, icona del cinema mondiale e tra i pochi interpreti ad aver conquistato la prestigiosa “Triple Crown of Acting” - Oscar, Emmy Award e Tony Award, vanta oltre cinquant’anni di carriera attraverso grandi classici e collaborazioni con alcuni dei più importanti registi internazionali: da La donna del tenente francese di Karel Reisz a Mission di Roland Joffé, da Inseparabili e M. Butterfly di David Cronenberg a Il mistero Von Bulow di Barbet Schroeder, interpretazione che gli è valsa l’Oscar come Miglior Attore, fino a Io ballo da sola di Bernardo Bertolucci, ma anche Le crociate e House of Gucci di Ridley Scott. La sua filmografia comprende inoltre Lolita di Adrian Lyne, La maschera di ferro di Randall Wallace, La casa degli spiriti di Bille August, Il danno di Louis Malle, Batman v Superman: Dawn of Justice e Justice League diretti da Zack Snyder e Appaloosa (2008) di Ed Harris. Non meno importante il suo percorso televisivo, che gli ha consentito di ampliare ulteriormente il proprio repertorio interpretativo. Per la miniserie Elizabeth I di Tom Hooper ha ricevuto l’Emmy Award come miglior attore protagonista in una miniserie o film, mentre per il lavoro teatrale a Broadway ha conquistato il Tony Award, completando così una delle più prestigiose triplette della storia della recitazione.
Luigi Lo Cascio è uno degli attori più intensi e autorevoli del cinema italiano contemporaneo. Una carriera iniziata con un esordio destinato a lasciare il segno: è infatti protagonista de I cento passi di Marco Tullio Giordana, nel ruolo di Peppino Impastato, interpretazione che nel 2001 gli vale il David di Donatello come Miglior Attore Protagonista e lo impone immediatamente all’attenzione del pubblico e della critica. Nello stesso anno vince la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile in Luce dei miei occhi di Giuseppe Piccioni. Da allora Lo Cascio ha costruito un percorso artistico caratterizzato da scelte rigorose e dalla collaborazione con alcuni dei più importanti autori del cinema italiano. È protagonista, ancora con Giordana, della saga familiare La meglio gioventù, premiata al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard, e lavora con Marco Bellocchio in Buongiorno, notte, Il traditore, Marx può aspettare, Il signore delle formiche, con Cristina Comencini in Il più bel giorno della mia vita e La bestia nel cuore e in altri progetti che confermano la sua particolare capacità di confrontarsi con personaggi e temi di forte complessità. Nel corso della sua carriera interpreta inoltre film come Mio cognato di Alessandro Piva, La nostra vita e Lacci di Daniele Luchetti, Noi credevamo di Mario Martone, Il capitale umano di Paolo Virzì, La stranezza di Roberto Andò, Il signore delle formiche di Gianni Amelio, senza dimenticare il film da lui diretto e interpretato La città ideale e la serie tv The Bad Guy e Il mestiere di Beppe Tufarulo. Parallelamente, Lo Cascio ha mantenuto un forte legame con il teatro, sua formazione originaria, e con la scrittura e la regia, ampliando nel tempo il proprio percorso artistico.
A entrambi gli interpreti sarà conferito l’Ulivo d’Oro alla Carriera e il Festival dedicherà loro una retrospettiva dei film più significativi, offrendo al pubblico l’occasione di ripercorrere due carriere che, attraverso linguaggi e cinematografie differenti, hanno contribuito a definire il cinema contemporaneo. Jeremy Irons e Luigi Lo Cascio saranno infatti protagonisti di incontri con il pubblico, durante i quali ricorderanno le tappe più significative del proprio percorso artistico, il rapporto con i grandi autori con cui hanno lavorato e le esperienze che hanno segnato la loro carriera.
Il Festival del Cinema Europeo renderà omaggio anche a Enzo d’Alò, indiscusso maestro del cinema d'animazione europeo e unico autore le cui opere sono state viste in tutto il mondo. Il Festival proporrà la retrospettiva completa dei suoi lungometraggi, ripercorrendo una carriera straordinaria che ha segnato l'immaginario di più generazioni. Il pubblico potrà così riscoprire sul grande schermo l'intera filmografia del regista, a partire da La freccia azzurra (1996), passando per l'attesissimo ritorno del capolavoro La Gabbianella e il gatto (1998) presentato in versione restaurata, Momo alla conquista del tempo(2001), Opopomoz (2003), Pinocchio (2012), Pipì, Pupù e Rosmarina in: Il mistero delle note rapite (2017), fino al più recente Mary e lo spirito di mezzanotte (2023). Ma non solo cinema: Enzo d’Alò approda alla narrativa con Oceani di carta, il nuovo romanzo scritto a quattro mani con Giacomo Scarpelli e pubblicato da Salani.
A completare il percorso cinematografico sarà inoltre proiettato Il flauto magico, celebre episodio della fortunata serie tv Pipì, Pupù e Rosmarina alla ricerca del Mapá, da cui è stato poi tratto il successivo film per il cinema. L’intero universo di Pipì, Pupù e Rosmarina(composto da una serie tv di ben 78 episodi, 4 corti speciali dedicati all'opera e il film per il cinema) ha segnato la sinergia creativa tra Enzo d’Alò e Vincenzo Cerami.
Un momento centrale della manifestazione sarà la consegna dell’Ulivo d’Oro alla carriera e l'incontro con il pubblico condotto da Davide Di Giorgio, curatore dell’omaggio, che guiderà gli spettatori alla scoperta della poetica di Enzo d’Alò, evidenziando la straordinaria ricchezza narrativa delle sue opere e dei suoi personaggi.
“Enzo d’Alò ha costruito nel tempo una filmografia straordinaria, capace di parlare al cuore di generazioni diverse grazie a uno stile unico e inconfondibile”, sottolinea Alberto La Monica. “Nel suo cinema, la maestria dell'animazione, la sensibilità musicale e una raffinata poesia visiva si intrecciano a storie universali, profondamente legate ai valori umani e all'empatia. Siamo molto contenti che d’Alò sia al Festival e che possa dialogare non solo con il pubblico, ma anche con gli studenti e le studentesse del territorio”.
Una carriera quella di d’Alò coronata da prestigiosi riconoscimenti, tra cui due nomination agli European Film Awards (per Pinocchio e Mary e lo spirito di mezzanotte), la Menzione UNICEF nel 2009, il Premio Franco Bianchi alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2013 e il premio per il Miglior Film d’Animazione al Chicago International Children’s Film Festival nel 2023.(aise)