"LE PARADIS TERRESTRE": CARLO SERGIO SIGNORI A TOKYO NEGLI SCATTI DI NAKAMURA OSAMU

"LE PARADIS TERRESTRE": CARLO SERGIO SIGNORI A TOKYO NEGLI SCATTI DI NAKAMURA OSAMU

TOKYO\ aise\ - Carlo Sergio Signori (Milano 1906 - Carrara 1988) è stato uno degli scultori più rappresentativi della sua epoca, ma un gran numero delle sue opere sono state per lungo tempo inattingibili al pubblico. Il progetto di un museo a lui dedicato a Carrara non è mai stato attuato e dopo la sua morte le sue opere sono state raccolte e conservate dalla famiglia in un deposito oscuro. Quando nel 2017, a quasi trent'anni dalla sua scomparsa, il fotografo giapponese Nakamura Osamu è entrato in quel deposito "lo shock è stato molto forte". Come racconta lo stesso Osamu, "le opere di uno scultore che un tempo erano state esposte accanto a quelle di Picasso, di Giacometti, di Modigliani, le opere del primo scultore che abbia mai realizzato un monumento in stile astratto utilizzando il marmo erano stipate in un magazzino, coperte di polvere e vederle mi ha dato una grande tristezza. Una volta ripuliti dalla polvere e illuminati nel giusto modo però questi tesori sono tornati allo splendore originario".
Lavorando per due settimane insieme allo scultore Abe Hiromasa, Osamu ha fotografato e catalogato 115 opere fra grandi e piccole. "Con Signori, Abe ha sviluppato un forte legame e grazie alle sue analisi e considerazioni siamo riusciti a leggerne lo stato d'animo e a riscoprire il fascino delle sue opere, nello stimolante compito di riprodurre corpi tridimensionali nel formato a due dimensioni della fotografia. Di questa operazione mi ricordo il grande rispetto per Signori e la sensazione, simile a quella di un archeologo, di chi riporta alla luce un oggetto che è stato a lungo sepolto".
Ora Osamu si dice "felice" di poter presentare al pubblico una selezione di 30 fotografie e, per la prima volta in Giappone, 5 sculture in occasione della mostra "Carlo Sergio Signori. Le Paradis Terrestre", che si aprirà il 14 febbraio all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, dove sarà allestita sino al 1° marzo con ingresso libero.
"Nel 1963, un anno prima delle Olimpiadi di Tokyo, Signori fu invitato ad un simposio internazionale di scultura ed in quell'occasione creò un'opera che fu esposta con altre in una mostra all'aperto", ricorda Osamu. "Questa mostra, nell'anno della seconda edizione dei Giochi che si tiene a Tokyo, assume per me un significato profondo nella storia dei rapporti fra Giappone ed Italia. A Manazuru Signori conobbe Kakinuma Fumie, che sarebbe diventata sua moglie, la fotografa che documentò il processo di creazione dell'opera. È stato detto che Bambù, una delle opere più affascinanti di Signori, sia un omaggio a lei e al Giappone. Nel bambù che si slancia diritto verso il cielo è forse possibile vedere l'afflato verso la libertà e il rispetto nei confronti degli uomini, gli stessi sentimenti che l'hanno guidato prima della guerra, nella veste di combattente contro il fascismo, nella costruzione di un paradiso in terra dove possa brillare la virtù umana e non la lotta dell'uomo contro l'uomo".
"Io realizzo normalmente dei ritratti, fotografare delle sculture per me è una novità. Vorrei che il pubblico con me cercasse di scoprire le dinamiche interne che l'hanno portato a combattere il fascismo superando un periodo tumultuoso. La profonda espressività a cui è arrivato", conclude Osamu, "è anche il risultato dell'incontro con una donna giapponese e con il Giappone".
Carlo Sergio Signori nasce a Milano nel 1906. Frequenta per un breve periodo l'Accademia di Belle Arti di Brera, poi espatria giovanissimo in Francia per motivi politici dove apprende le tecniche di fusione presso la nota Fonderia Valsuani. Per un periodo si avvicina alla pittura, che studia con Jean Boucher. Frequenta artisti del calibro di Picasso, De Chirico, Giacometti e come pittore acquista una certa notorietà.
Allo scoppio della Seconda guerra mondiale si sposta nel sud della Francia per tornare a Parigi nel 1943. Prende parte attiva alla Resistenza, ma viene catturato dai nazisti che distruggono la maggior parte delle sue opere. Nel 1946 gli viene affidata la creazione del monumento ai fratelli Rosselli, che determina il suo incontro con il marmo. Completato nel 1949, il monumento è al centro dell'attenzione perché è la prima opera astratta realizzata con questa materia. Nel 1952 si trasferisce a Carrara dove insegna presso l'Accademia. Nel 1958 la Biennale di Venezia gli assegna una sala personale. Nel 1963 arriva in Giappone per partecipare al primo Convegno internazionale di scultura. Qui incontra Kakinuma Fumie, che sarebbe divenuta sua moglie. Nel 1964 realizza il monumento per i partigiani di Lentia. Nel 1970 realizza un enorme rilievo in marmo per la sede della casa farmaceutica Roche a Parigi. Il 18 settembre 1988 muore mentre lavora al monumento a Gaetano Bresci.
Nakamura Osamu nasce a Hiroshima nel 1971. Dopo la laurea presso l'università Seikei, inizia la sua carriera di fotografo quando entra alla sede Reuter di Pechino come corrispondente. Da freelance lavora per alcune riviste, diviene poi assistente di Torii Masao e in seguito si perfeziona per 5 anni nella tecnica del ritratto sotto la guida del celebre Sakata Eiiichiro. Dal 2006 lavora soprattutto come ritrattista per riviste pubblicitarie. Nel 2011 organizza una sua mostra personale presso la Galleria Nikon di Shinjuku dal titolo Home, a cui fa seguito Breath, presso la Galleria Le Bain di Roppongi. Nell'autunno 2017 a Carrara collabora con lo scultore Abe Hiromasa alla catalogazione di 115 opere di Signori. Le foto esposte in questa mostra sono una selezione di questi lavori. Nell'agosto 2019 pubblica Home per la casa editrice Little man books. (aise)


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