“MY DEAR PINOCCHIO” A SEOUL

“MY DEAR PINOCCHIO” A SEOUL

SEOUL\ aise\ - È stata inaugurata il 25 giugno scorso a Seoul, presso il prestigioso Museo Hangaram del Seoul Arts Center, uno dei principali poli culturali della megalopoli asiatica, la mostra “My dear Pinocchio” che rimarrà visitabile fino al 4 ottobre 2020. La mostra è organizzata dall’Artcenter IDA diretto da Kyeong Guy in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Seoul. La stessa collaborazione che riuscì nel 2015 a racchiudere in una grande mostra l’estro di Alessandro Mendini e a farlo conoscere ai coreani.
La mostra “My dear Pinocchio”, curata dal bravissimo Frank Yoo, si articola essenzialmente intorno alle illustrazioni più celebri della celeberrima favola di Collodi e su alcuni esperimenti recenti creati da illustratori coreani per l’occasione. Tra le opere esposte spiccano i lavori di ben nove illustratori italiani tra i migliori in assoluto: Leonardo Mattioli, Roberto Innocenti, Lorenzo Mattotti, Maurizio Quarello, Manuela Andreani, Ugo Nespolo, Guido Scarabottolo, Luca Caimmi e Alessandro Sanna. La mostra è corredata anche da alcuni splendidi video e da un teatrino delle ombre coordinato dal bravissimo In Suk Suh.
Da sempre il settore dell’illustrazione del libro costituisce un polo di interesse culturale di grande importanza nella Repubblica di Corea, specialmente in relazione all’editoria per ragazzi. Lo dimostra lo spazio che ogni anno vi dedica la Mostra Internazionale del Libro di Seoul, lo dimostra l’interesse che ogni anno suscita a Seoul la Mostra degli Illustratori della Fiera del libro per ragazzi di Bologna.
Seoul non poteva non dedicare una mostra a Pinocchio, il libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia, la favola universale in cui tutti i popoli si ritrovano in un immaginario collettivo che si può vedere e commentare da punti di vista molto diversi. Un libro universale nato nella provincia italiana che ha generato una moltitudine di creazioni di ogni tipo attraversando il mondo delle città, delle campagne, dei bambini e degli adulti.
L'Istituto Italiano di Cultura di Seoul, diretto da Paola Ciccolella, si dice “lieto che, nonostante le limitazioni previste dal distanziamento fisico, questa mostra abbia potuto svolgersi, grazie alla gestione oculata del Seoul Arts ccenter che è riuscito ad rimanere sempre aperto, nonostante il virus, osservando scrupolosamente i criteri di sicurezza per i visitatori”. (aise)


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