“Over Time”: l’opera video di Laura Pugno in mostra a Rotterdam

Laura Pugno, Over Time, 2021, Ph. Roberta Segata

ROTTERDAM\ aise\ - Nell’ambito del programma internazionale di eventi dedicati a Over Time, da giovedì 30 giugno a domenica 3 luglio, A Tale of A Tub. Space for Contemporary Art a Rotterdam presenta l’opera video di Laura Pugno, vincitrice della IX edizione di Italian Council (2020), programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, prodotta da a.titolo e curata da Andrea Lerda.
Over Time è una videoinstallazione a tre canali che indaga il rapporto tra essere umano e ambiente naturale, da sempre al centro della ricerca dell’artista, attraverso lo sguardo sulla neve, una materia insieme potente e vulnerabile, che condiziona climi, sistemi di vita ed economie, e che potrebbe in un futuro prossimo scomparire.
Istituzione no-profit per l’arte e la cultura contemporanea, A Tale of A Tub propone fin dalla sua fondazione nel 2014 un programma volto a esplorare come l’arte possa contribuire alla comprensione delle attuali questioni sociali, politiche ed ecologiche. L’opera Over Time sarà presentata presso gli spazi di A Tale of A Tub nella versione originale a tre canali.
IL PROGETTO
Over Time sviluppa l’indagine sulla neve intrapresa dall’artista nel 2018 e condotta nei diversi linguaggi del disegno, scultura, fotografia, installazione e in un ciclo di opere su carta dedicate a Wilson Bentley, fotografo che a fine Ottocento immortalò per primo i fiocchi di neve, restituendo in immagine il fascino esercitato dall’unicità di quei “minuscoli miracoli di bellezza” che piovono dal cielo. Risorsa per le economie di montagna, terreno di imprese sportive, fonte di immaginari edulcorati ma anche sublimi e tragici, capace in forma di ghiaccio di immobilizzare la vita per milioni di anni e come acqua di essere fonte indispensabile per la sopravvivenza di tutte le specie viventi, la neve rischia di scomparire a causa dei cambiamenti climatici e dell’azione antropica.
Over Time interroga in chiave poetica le ragioni del nostro legame affettivo e del nostro bisogno di vivere, studiare e ricreare la neve nell’era dell’Antropocene. Il titolo del progetto gioca sulla nozione di tempo, quello contingente dello stato fisico transitorio della neve e quello geologico della formazione dei ghiacciai, in relazione all’urgenza di agire per contrastare gli effetti del riscaldamento globale. Il riferimento allarmante a un possibile futuro senza neve fa da contrappunto a un sentimento di empatia verso un universo fragile e silente, espressione di un’ecologia affettiva fondata su una rinnovata sensibilità al concetto di cura e su una nuova ecofilia con il mondo.
Il progetto è realizzato in collaborazione con il MUSE - Museo delle Scienze di Trento, che nel mese di luglio ha dato il via al ricco programma di promozione del progetto, che prevede mostre, proiezioni e talk con esperti di varie discipline, al termine del quale l’opera entrerà a far parte della collezione permanente del museo, e con la collaborazione del DISAFA, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino e di otto istituzioni artistiche, italiane ed estere, che ospiteranno gli altri appuntamenti con l’intenzione di raccogliere una molteplicità di voci e sguardi e dare forma a un dialogo transdisciplinare che riflette l’impostazione del progetto: la Fondazione Zegna a Trivero Valdilana, Cittadellarte Fondazione Pistoletto a Biella, l’Associazione Culturale AGIVERONA con l’Università di Verona, la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT di Torino e all’estero il Musée Gassendi / CAIRN Centre d’Art di Digne-les-Bains (Francia), il Centre d’Art Contemporain di Ginevra (Svizzera), le istituzioni non profit A Tale of A Tub a Rotterdam (Paesi Bassi)e SÜDPOL, Lucerna (Svizzera).
I VIDEO
Over Time è composta da tre video, della durata di 15’ ciascuno, proiettati in simultanea.
Il primo video è girato a 2.901 di altitudine, nei pressi dell’Istituto intitolato ad Angelo Mosso, il medico, fisiologo e archeologo italiano (1846-1910), che per primo studiò la resistenza del corpo umano ad alta quota e in condizioni sfavorevoli, situato sul Passo dei Salati, nel gruppo montano del Monte Rosa tra Piemonte e Valle d’Aosta. Protagonista è il docente Michele Freppaz, nivologo dell’Università degli Studi di Torino, impegnato in una serie di analisi scientifiche sulla neve. Il video documenta le rilevazioni che lo studioso effettua ogni anno nel periodo invernale, con lo scopo di registrare e valutare le caratteristiche qualitative e quantitative del manto nevoso. In questo racconto, viene meno l’immaginario convenzionale della scienza che osserva e studia il mondo naturale attraverso uno sguardo analitico e distaccato. L’approccio all’indagine, mediato dal ricorso alla componente sensoriale ed esperienziale, presenta la figura dello scienziato sotto una luce inedita, lasciando trasparire un forte senso di partecipazione personale ed emotiva. Il risveglio emotivo della scienza riattiva passioni primordiali che sono in grado di riconfigurare potenzialità ed equilibri nel rapporto con la natura, al di fuori delle logiche di potere e sfruttamento.
Il secondo video è ambientato all’interno di un’azienda di aerosol che produce neve spray nei pressi di Cremona. Le immagini documentano il processo di realizzazione di un prodotto il cui scopo è ricreare artificialmente ricordi, sensazioni ed emozioni legate ai paesaggi innevati, destinato soprattutto all’industria del Natale e alla produzione di immaginari stereotipati di luoghi e tradizioni. Si tratta di una visione che allude al fenomeno della scomparsa della neve lasciando presagire un futuro distopico nel quale ciò che resta è il metallo del contenitore spray, che della neve conserva il candido simulacro.
Il terzo video è realizzato nei boschi dell’Oasi Zegna, un’area naturalistica protetta di oltre 100 kmq nelle Alpi Biellesi a nord del Piemonte, che nasce dalla massiccia opera di “rinaturazione” promossa negli anni trenta dall’industriale laniero Ermenegildo Zegna a beneficio della comunità locale e degli amanti della montagna. In questo scampolo di natura “ricreata”, la camera inquadra una figura umana che cammina all’interno di un paesaggio innevato portando sulle spalle un busto in gesso. Lo spettatore segue le orme della figura, apparentemente senza meta, il cui passaggio ha il sapore di un commiato con la neve, o forse di un’esperienza di rigenerazione: un nuovo viaggio, un nuovo tempo.
Le musiche di Over Time sono state composte e prodotte dalla sound artist zurighese Magda Drozd. La fotografia del video è di Daniele Alef Grillo.
A Tale of A Tub è un’istituzione non profit che indaga come l’arte possa contribuire alla nostra comprensione delle attuali questioni sociali, politiche ed ecologiche. Fondata nel 2014, ha sede in un ex stabilimento balneare nel cuore del monumentale complesso Justus van Effen di Rotterdam. Il programma espositivo si fonda su un pensiero ecologico intersezionale in cui si intrecciano temi legati alla natura, al clima, all’ecologia e all’ambiente di vita condiviso, al genere, al femminismo e alla decolonizzazione, così come alla crescente influenza delle infrastrutture digitali e dei sistemi capitalisti e neoliberali. Nella sua programmazione rivestono un’importanza essenziale le azioni e gli eventi educativi e discorsivi. A Tale of a Tub offre inoltre lo spazio, le sue infrastrutture e le sue risorse ad artisti, curatori e professionisti di diversi campi d’indagine per sviluppare nuove produzioni artistiche spesso basate sulla ricerca a lungo termine e sul dialogo interdisciplinare. (aise)