Pordenone Docs Fest: annunciati i vincitori della XIX edizione

PORDENONE\ aise\ - Si è conclusa domenica, con la cerimonia di premiazione, la XIX edizione di Pordenone Docs Fest, il festival di cinema del documentario che dal 25 al 29 marzo ha portato a Pordenone il meglio della produzione documentaria internazionale, trasformando la città in un luogo di incontro, confronto e condivisione.
Per cinque giorni, le sale di Cinemazero sono state attraversate da un’energia viva e partecipata: oltre 250 ospiti provenienti da tutto il mondo — tra registe e registi, autori e autrici, critici, esercenti e distributori — insieme a tantissimi studenti e studentesse hanno animato ogni momento del festival, dando vita a un dialogo continuo tra pubblico e protagonisti del cinema del reale. Tutte le serate hanno registrato il tutto esaurito, così come gli incontri, i laboratori e i momenti di approfondimento che hanno reso questa edizione particolarmente ricca e partecipata.
“I documentari possono cambiare il mondo”, ha dichiarato Riccardo Costantini, curatore del festival. “Questo era il claim di questa edizione, e ne abbiamo avuto una conferma concreta in questi giorni: oltre 6000 persone hanno vissuto il festival, lo hanno attraversato, hanno partecipato con curiosità e passione, contribuendo a renderlo uno spazio vivo, necessario”.
Ad aggiudicarsi il Gran Premio della Giuria è stato A Fox under a Pink Moon di Mehrdad Oskouei. La giuria internazionale, composta dalla scrittrice Esther Kinsky, dal regista Igor Bezinović, vincitore agli EFA 2026 con Fiume o Morte!, e da Nikolaus Geyrhalter, tra i più autorevoli autori del documentario contemporaneo, ha premiato il film con la seguente motivazione: “Il film offre uno sguardo autentico e diretto sui rischi legati all’intraprendere una rotta migratoria, un percorso segnato da minacce costanti per chi lo attraversa. È stato realizzato nell’arco di cinque anni con un semplice telefono cellulare dalla stessa protagonista, restituendo una prospettiva intima e profondamente personale. La protagonista, ancora adolescente durante le riprese, rende questo racconto ancora più potente: auspichiamo che il film possa raggiungere un pubblico giovane, spesso distante dalla comprensione delle dimensioni più umane e individuali delle migrazioni”.
La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a Peacemaker di Ivan Ramljak, definendolo “un prezioso lavoro di raccolta e valorizzazione di materiali d’archivio, capace di costruire il ritratto di una figura che merita di essere ricordata” e sottolineando come il film ci ricordi con forza che, oggi più che mai, l’impunità rappresenta uno dei nodi cruciali nei conflitti contemporanei.
Il Green Documentary Award è stato assegnato a Supernature di Ed Sayers, che ha conquistato anche il Premio del Pubblico, ricevendo un’accoglienza calorosa e partecipe. La motivazione evidenzia come, “in un’epoca segnata da crisi e disattenzione verso l’ambiente, il film sia un invito ad aprire gli occhi sulla bellezza che ancora resiste, nonostante tutto. Un invito ad agire, a sentirsi parte di una narrazione collettiva che unisce esseri umani, natura ed elementi in un unico grande racconto condiviso”.
La Young Jury, composta da studenti e studentesse provenienti da tutta Europa insieme al Cinemazero Young Club, ha assegnato lo Young Jury Award a 32 meters di Morteza Atabaki per la sua capacità di raccontare con sensibilità il desiderio di libertà, crescita e scoperta di sé, attraverso il percorso delle sue protagoniste verso l’autonomia, restituendo con autenticità aspirazioni, paure e determinazione nel ridefinire il proprio ruolo all’interno della società.
Un segnale forte e profondamente attuale è arrivato anche dal DocsXR Audience Award, assegnato all’esperienza immersiva Under the Same Sky, che accompagna lo spettatore nel racconto di un giornalista palestinese intento a documentare gli orrori della Striscia di Gaza, oggi ridotta in macerie. Un’opera capace di coinvolgere in prima persona e di trasformare la visione in esperienza, rendendo ancora più urgente e tangibile la realtà raccontata.
Le opere premiate raccontano storie necessarie, storie di cambiamento, capaci di interrogare lo sguardo e aprire nuove prospettive. È proprio questa tensione verso un punto di vista diverso, più profondo e consapevole, ad aver rappresentato il filo rosso dell’intera XIX edizione. (aise)