Repertoire in Intermedial Mode: il progetto di Francesco Bertelé alla Biennale di Malta

LA VALLETTA\ aise\ - Il progetto Repertoire in Intermedial Mode di Francesco Bertelé, a cura di Sara d’Alessandro Manozzo e Caterina Riva, selezionato come Padiglione Tematico di Malta Biennale 2026, sarà presentato presso la Birgu Old Armoury dall’11 marzo al 29 maggio 2026, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Malta e dell’Istituto Italiano di Cultura de La Valletta.
L’esposizione presenta due opere, l’inedita #REL1=OFF e Hic sunt dracones, e propone un articolato percorso intermediale che mette in relazione corpo, territorio e tecnologie digitali, interrogando il concetto di confine come spazio fisico, politico e percettivo. Un progetto artistico che affronta il tema dell’attraversamento – geografico, sensoriale e simbolico – e riflette sui processi di costruzione dell’immaginario contemporaneo e della memoria collettiva.
Al centro del padiglione sarà presentata #REL1=OFF (2026), opera inedita realizzata appositamente per la Biennale, che prende avvio da un’azione di arrampicata su una porzione di scogliera maltese, selezionata ed esplorata dall’artista in dialogo con il territorio e con Climbing MT (Malta). L’intervento prevede anche l’apertura di una nuova via di arrampicata, che al termine del processo artistico sarà resa pubblica e percorribile.
L’azione fisica non è concepita come gesto performativo o spettacolare, ma come atto di attraversamento e conoscenza del paesaggio, in cui il corpo dell’artista diventa strumento di misura dello spazio. Durante la salita, Bertelé lascia sulla rocciasegni minimi e non invasivi, tracce che evocano una presenza corporea temporanea e fragile, trasformando la scogliera in una superficie di iscrizione effimera.
L’azione è documentata integralmente da un drone, che segue il movimento del corpo dall’esterno, producendo il materiale visivo di base dell’opera. Il girato, successivamente rielaborato, è concepito come installazione video panoramica, presentata a Malta per la prima volta, e progettata per generare un’esperienza percettivamente straniante, in cui il paesaggio appare simultaneamente stabile e in trasformazione. In #REL1=OFF, il confine emerge come luogo instabile di tensione tra corpo, tecnologia e rappresentazione.
Accanto all’opera inedita, Repertoire in Intermedial Mode presentaHic sunt dracones (release alpha 2026), installazione bio-ipermediale in realtà virtuale e mista, ulteriore sviluppo del progetto vincitore dell’Italian Council 2018.
Il lavoro nasce da un’esperienza esplorativa dell’isola di Lampedusa, successivamente tradotta in un ambiente digitale immersivo costruito a partire da mappe, rilievi, immagini e dati. Hic sunt dracones è fruibile attraverso visori VR wireless, all’interno di uno spazio dedicato, e propone una modalità di utilizzoindividuale e attiva.
Lo spettatore, entrando nell’ambiente virtuale, è chiamato a orientarsi e ad attraversare uno spazio in cui realtà fisica e realtà alterata si sovrappongono, mettendo in crisi le coordinate tradizionali della percezione. L’interazione diventa elemento centrale dell’opera: è il movimento dello spettatore, il suo sguardo e la sua presenza ad “attivarla”, facendo emergere temi quali la manipolazione dell’informazione, l’errore come scarto tra rappresentazione e realtà e la costruzione simbolica dei confini.
Il progetto artistico sarà accompagnato da un programma pubblico, sostenuto dall’Ambasciata d’Italia a Malta e dall’Istituto Italiano di Cultura di La Valletta, che ospiterà incontri, talk e momenti di approfondimento.
L’iniziativa coinvolgerà studiosi, artisti, curatori, ricercatori e operatori umanitari, in dialogo con le questioni sollevate dalle opere esposte, affrontando temi quali la spettacolarizzazione del confine, il rapporto tra spazio digitale e territorio reale e l’impatto delle tecnologie digitali sulla percezione e sull’immaginario sociale.
Il primo incontro è previsto per il 9 marzo alle ore 18 presso l’Istituto Italiano di Cultura Valletta. Si parlerà di Infosfera, tecnologia e verità con relatori italiani e maltesi, moderati da Caterina Riva.
La ricerca artistica di Francesco Bertelé è condotta attraverso una produzione intermediale e si focalizza sull’impatto che l’episteme digitale esercita sulla definizione dell’immaginario sociale e della percezione della realtà. Questo approccio permette di mappare e analizzare come la percezione sia plasmata dalle mediazioni tecnologiche, in differenti contesti culturali, sociali e ambientali. Riconoscendo il corpo come oggetto di controllo, sia per quanto riguarda la libertà di movimento degli individui sia nella gestione della sua percezione, Bertelé lo pone al centro della sua pratica, che si situa tra esplorazione ed esperienza. Coerentemente con questa scelta artistica e civica, negli ultimi anni di attività Bertelé ha scelto di vivere e lavorare in regioni di confine, luoghi in cui l’umanità intraprende percorsi biografici trasformativi. Un modo diretto di fare arte che porta dall’azione, attivata dallo scambio con la realtà incontrata dall’artista. Bertelé lavora in sinergia con una rete di professionisti, adottando una metodologia reciproca sfruttando l’intelligenza collettiva. Fa parte del collettivo Wurmkos ed è P.M. & Advisor per Recipient.cc. È il fondatore e direttore artistico di vari progetti collettivi, i più recenti sono a2410.it e Carrozzeria Margot. I suoi progetti e le sue opere sono stati presentati presso istituzioni italiane e straniere tra cui: Historical Museum of Bosnia and Herzegovina, Sarajevo; Museo Madre, Napoli; Boulevard Art and Media Institute, Tirana; Mediamatic, Amsterdam; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Museo del Novecento, Milano; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Fondazione Arnoldo Pomodoro, Milano; ‘A cielo aperto’, Latronico; Schallfeld project space, Center for Visual Art, East Iceland; 3rd Land Art Biennial LAM 360, Mongolia; Auditorium Kunsternes Hus – KHO, Oslo; Sinop Biennale, Sinop (Turchia). (aise)