A Napoli “Warhol Vs Banksy”

NAPOLI\ aise\ - Sino al 2 giugno Villa Pignatelli a Napoli ospita la mostra “Warhol Vs Banksy. Passaggio a Napoli”, un progetto espositivo di rilievo internazionale che mette a confronto due figure centrali dell’arte contemporanea degli ultimi cinquant’anni, Andy Warhol e Banksy.
L’iniziativa, patrocinata dal Ministero della Cultura e dal Comune di Napoli, si inserisce nel quadro delle attività di valorizzazione del patrimonio culturale e di promozione dei linguaggi artistici contemporanei, rafforzando il ruolo del capoluogo partenopeo come polo di riferimento per il dialogo tra tradizione e innovazione artistica.
La mostra è stata inaugurata alla presenza del direttore generale Musei, Massimo Osanna, della direttrice delegata di Palazzo Reale, Tiziana D’Angelo, del presidente di MetaMorfosi, Pietro Folena, e del presidente dalla Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone.
Curata da Sabina de Gregori e Giuseppe Stagnitta, l’esposizione propone un confronto inedito tra due personalità artistiche apparentemente lontane ma unite da una straordinaria capacità di trasformare l’arte in un fenomeno globale. Da un lato il mondo iconico, riprodotto e celebrato di Warhol, artista simbolo della Pop Art e della cultura di massa; dall’altro l’universo provocatorio e anonimo di Banksy, capace di rendere la street art un evento mediatico planetario.
“Passaggio a Napoli” è anche il racconto di un legame profondo con la città partenopea: a distanza di trent’anni, entrambi gli artisti hanno subito il fascino irresistibile di Napoli, di Pompei, del Vesuvio e dell’energia mediterranea di una capitale culturale capace di ispirare linguaggi artistici diversi e rivoluzionari. Un dialogo che attraversa il tempo e le forme espressive, restituendo al pubblico una riflessione sul ruolo dell’arte nella società contemporanea.
“Il “Passaggio a Napoli”, come recita il titolo di questa mostra, è prima di tutto un atto d’amore verso la città partenopea, una scelta, un gesto che nella storia hanno compiuto scrittori, poeti, artisti sin dai tempi del Grand Tour nel XVIII secolo”, ha evidenziato Osanna. “Napoli è stata e continua a essere una grande capitale culturale europea e mediterranea, capace di attrarre linguaggi, visioni e creatività diverse. Questa mostra conferma la volontà, fortemente sentita dalla Direzione generale Musei, di rendere il contemporaneo protagonista, intrecciando storie e immaginari che parlano con immediatezza ai pubblici di oggi”, ha aggiunto Osanna. “È un invito a rileggere i nostri luoghi della cultura come spazi vivi, capaci di accogliere e di proporre linguaggi accessibili che coinvolgano tutti i pubblici, in particolare le nuove generazioni, che trovano in Warhol e Banksy chiavi d’interpretazione universali e profondamente attuali”.
Il progetto scientifico della mostra, accompagnata dal catalogo Gangemi, documenta il percorso innovativo e rivoluzionario di due grandi artisti che hanno cambiato il modo di vivere l’arte degli ultimi 50 anni: Warhol e Banksy. Un confronto tra due personalità apparentemente distanti: Andy Warhol, l’artista più fotografato al mondo, famoso e onnipresente, versus l’anonimo Banksy, che ha reso la sua arte un evento mediatico mondiale. Da una parte, dunque, Warhol e le sue opere diventate un prodotto di consumo e il suo nome un vero e proprio brand; dall’altra Banksy grande esperto di comunicazione, che continua a far parlare di sé trasformando il vandalismo di strada in un evento internazionale da prima pagina, capace di raggiungere l’intero pianeta, usando il suo anonimato per diventare icona, e dunque marchio, allo stesso modo di Warhol.
Il focus della mostra è proprio questo: investigare in parallelo gli obiettivi e gli intenti dei due artisti che più hanno lavorato sulla propria immagine pubblica. L’arte diventa azione e la provocazione al mercato dell’arte esplicita.
Le opere esposte sono oltre 100, provenienti da famose collezioni private di tutto il mondo e da importanti gallerie d’arte. Un primo omaggio con opere e testimonianze sul Passaggio a Napoli dei due artisti e di come, a trent’anni di distanza, l’americano Andy Warhol, nato a Pittsburgh, e il britannico Banksy, originario di Bristol, hanno subìto il fascino irresistibile di Napoli, di Partenope, di Pompei, del Vesuvio, e della forza mediterranea e globale di questa grande capitale culturale. E poi il confronto: la Kate Moss sensuale di Banksy versus il ritratto di Marilyn Monroe realizzato da Warhol dopo la morte dell’attrice nel 1962; la significativa immagine della Regina Elisabetta di Warhol con il diadema reale versus la dissacrata e dissacrante Regina Vittoria di Banksy. E poi i famosi ritratti di Grace Kelly, Mick Jagger, Keith Haring, Joseph Beuys, Liza Minnelli, Mao, Lenin e Kennedy di Warhol.
Due artisti geniali, capaci di creare un cocktail potente di celebrità, satira e voyeurismo e che hanno saputo trasformare la loro arte in un evento straordinario. E, ancora, la numerosissima produzione di Banksy, con un esempio delle Soup, considerate post-produzione di una delle opere più iconiche di Warhol, e il famoso autoritratto su tela del 1977 di Warhol.
Si affrontano, inoltre, i grandi temi comuni a entrambi, come la musica, che costituiranno un faccia a faccia unico. Dischi e manifesti iconici dei due artisti, a partire dalla famosa banana del 1967 sulla copertina dell’album dei The Velvet Underground & Nico, simbolo di una generazione musicale, in dialogo con la Pulp Fiction di Banksy in cui John Travolta, anziché la pistola, impugna la banana iconica di Warhol; e, ancora, oltre 50 tra vinili di Warhol firmati e CD con le copertine realizzate da Banksy. Infine, le chitarre firmate da Liza Minnelli, Diana Ross, Mick Jagger e Michael Jackson. (aise)