La Dama col Liocorno di Raffaello per la prima volta in Lombardia: la mostra al Must di Vimercate

Dama col liocorno, Raffaello - Galleria Borghese

MILANO\ aise\ - In Brianza è in arrivo un autunno all’insegna della sublime bellezza: il protagonista di questa nuova stagione culturale sarà infatti Raffaello, artista simbolo del Rinascimento. Uno dei suoi più affascinanti e misteriosi capolavori giovanili, La dama col liocorno, conservato alla Galleria Borghese di Roma, sarà esposto al Must di Vimercate dal 29 ottobre all’11 dicembre e potrà essere visitato tutti i giorni gratuitamente dalle ore 9.30 alle 19.00.
La Grande Arte in Brianza – il progetto culturale promosso da Fondazione Costruiamo il Futuro assieme a Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, Galleria Borghese, Comune di Vimercate e il main partner Edison – compie dunque un ulteriore passo avanti nel suo percorso di eccellenza, portando sul territorio un gigante della storia dell’arte. Dopo la mostra di Marco d’Oggiono, allestita nel 2023 nella stessa città natale dell’artista, quella di Caravaggio a Merate nel 2024 con il Narciso e l’ultima di Tiziano a Carate Brianza l’anno scorso con Venere che benda Amore, il 2026 sarà dunque l’anno del “Divino”, nella definizione di Giorgio Vasari consegnata alla storia, e in particolare dell’opera che segna il suo passaggio alla piena maturità artistica e lo proietta a Roma, dove avrà modo di manifestare a pieno il suo sconfinato talento. Non è dunque un caso che questo dipinto sia stato celebrato fino a poche settimane fa anche al Metropolitan Museum of Art di New York, nel corso della mostra dedicata al Maestro di Urbino dal titolo "Raphael: Sublime Poetry", la più importante mai organizzata negli Stati Uniti, con un’affluenza record di quasi settemila visite di media al giorno.
“Il patrimonio culturale acquisisce valore quando è accessibile a tutti. È questo l’indirizzo che guida la nostra azione per ampliare le occasioni di conoscenza e fruizione”, ha commentato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “I capolavori viaggiano dai grandi musei ai comuni, dove famiglie e cittadini possono ammirarli nel proprio territorio. A Vimercate, un museo civico diventa così un luogo di incontro universale. La cultura è comunità, slancio partecipativo e rete di relazioni, una trama tessuta di creatività, immaginazione e bellezza che trova il suo senso più compiuto quando è condivisa”.
“L’arte è un pilastro fondamentale di ogni comunità. La fa crescere, la rafforza, l’aiuta a interpretare la realtà e a porre le basi del proprio avvenire, ha affermato Maurizio Lupi, presidente della Fondazione Costruiamo il Futuro. “Il progetto La Grande Arte in Brianza è nato per portare bellezza sul territorio e renderla accessibile a tutti. I 75mila visitatori che abbiamo avuto l’opportunità di ospitare nelle prime tre edizioni con le opere di Marco d’Oggiono, Caravaggio e Tiziano hanno rappresentato un segnale di attenzione ed entusiasmo molto forte. Assieme alla squadra di partner con cui portiamo avanti questo progetto abbiamo cercato di sfidarci ancora una volta, riuscendo a portare a Vimercate il “Divino” Raffaello. La dama col liocorno è un’opera straordinaria che arriva dritta al cuore delle persone. Questo capolavoro non è mai stato esposto in Lombardia, visitarlo è un’occasione unica di conoscenza anche per le scuole e gli studenti. Questa mostra incarna lo spirito del Piano Olivetti, che riconosce nella cultura una risorsa essenziale per rafforzare la coesione sociale e promuovere lo sviluppo dei territori in tutta Italia. È una visione alla quale il Governo attribuisce grande importanza e che costituisce un punto qualificante del suo programma. Contiamo su un’altra risposta straordinaria da parte del territorio”.
La dama col liocorno, che, come ha ricordato il presidente Lupi, viene esposta in Lombardia per la prima volta in assoluto, è stata realizzata tra il 1505 e il 1506, quando l’artista aveva soltanto 22 anni e viveva a Firenze. Grazie a quest’opera vengono consacrate definitivamente le abilità eccezionali del giovane Raffaello, che alla fine del 1508 sarà chiamato da Papa Giulio II della Rovere a Roma per affrescare l’appartamento papale, a partire dalla Stanza della Segnatura, iniziando così la fase più gloriosa della sua magnifica esperienza artistica. L’opera esposta al Must raffigura una giovane donna a mezzo busto, dall’identità incerta (anche se ci sono diverse ipotesi), elegantemente vestita, seduta davanti al parapetto di un loggiato. Ha lunghi capelli biondi raccolti, occhi azzurri e uno sguardo intenso, ma sereno, rivolto verso l'osservatore. Tra le braccia tiene un piccolo liocorno, simbolo tradizionale di purezza e castità; un particolare che indurrebbe a pensare che possa trattarsi di un ritratto nuziale. Sullo sfondo emerge un paesaggio collinare dai toni sfumati.
“Rinnoviamo per il quarto anno la partecipazione a un progetto nel quale riconosciamo un modello particolarmente significativo di sinergia tra soggetti privati, istituzioni museali e territorio”, le parole di Michele Coppola, executive director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e direttore generale Gallerie d’Italia. “Portare a Vimercate la preziosa “Dama col liocorno” di Raffaello da una delle collezioni più belle e importanti del Paese, offre l’occasione a un’intera comunità di approfondire da vicino la conoscenza di un capolavoro del nostro Rinascimento. Questa nuova edizione della “Grande Arte in Brianza” ribadisce la solida amicizia tra Gallerie d’Italia e Galleria Borghese e conferma la presenza della Banca a fianco della Fondazione Costruiamo il Futuro, con l’impegno condiviso di rafforzare la promozione del patrimonio culturale italiano a beneficio della crescita delle nostre città”.
L’attribuzione della Dama col liocorno a Raffaello risale soltanto a un secolo fa. Prima di un’operazione di restauro negli anni Trenta del Novecento, il dipinto, fortemente rimaneggiato (mancava del tutto, ad esempio, la figura del liocorno), appariva infatti come una Santa Caterina d’Alessandria e si pensava fosse riferibile alla Scuola del Perugino. Fu Roberto Longhi nel 1927 a individuare incongruenze tra la parte alta del dipinto e quella bassa, di qualità artistica, quest’ultima, significativamente inferiore. Individuando una relazione con un disegno di Raffaello conservato al Louvre, sostenne che l’autore non poteva che essere proprio “Il Divino”. La sua intuizione fu definitivamente confermata dopo il restauro del 1935-36, che restituì all’opera l’antico splendore, facendo riemergere tutti i dettagli originali, tra cui il liocorno.
Nonostante la grande produttività di Raffaello nel corso della sua breve vita con circa duecento opere realizzate, in tutta la Lombardia sono conservati soltanto tre dipinti: Lo Sposalizio della Vergine, esposto alla Pinacoteca di Brera di Milano, Cristo benedicente alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia e un dipinto di San Sebastiano, realizzato a 19 anni, conservato all’Accademia Carrara di Bergamo. Alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, sempre a Milano, è esposto anche il cartone preparatorio, il più grande esistente del periodo rinascimentale, della Scuola di Atene.
“La dama col liocorno è un’opera atemporale e, dunque, straordinariamente attuale”, ha spiegato Giovanni Morale, vicedirettore delle Gallerie d’Italia - Milano, nonché curatore della mostra. “Raffaello sa donare in un modo unico l’eternità pittorica ai suoi capolavori. Le vette di sublime che riesce a raggiungere parlano a ogni epoca, seducendole tutte inesorabilmente. La sua fama col passare dei secoli non è mai tramontata perché sa rivolgersi magistralmente ai cuori di chi è pronto a guardare la bellezza e a comprenderne la vertigine. Rende possibile perfino il soprannaturale, sfiorando l’irraggiungibile anche in un dipinto laico come quello che verrà esposto in Brianza” . Va sottolineato, inoltre, che questo olio su tavola richiama da vicino una tra le opere più conosciute al mondo, se non la più famosa tout court. “Dopo essersi trasferito a Firenze nel 1504, Raffaello vede la Gioconda e ne rimane affascinato – conferma Morale –. La Dama con Liocorno ha la stessa formazione della Monna Lisa, l’identica struttura immaginativa. Il richiamo all’opera leonardesca è chiaro e forte, confermato da un disegno preparatorio che oggi si trova al Louvre. Si tratta dunque di un’opera ispirata in parte dalla Gioconda, ma che riesce a superare in bellezza lo stesso capolavoro di Leonardo”.
Giovanni Morale si è anche occupato di redigere i contenuti del Libro d’arte Il Divino Raffaello – La dama con Liocorno che permetterà di approfondire ulteriormente la visione estetica e le fasi salienti della vita dell’artista. Il catalogo, stampato da Cattaneo Paolo Grafiche, è stato realizzato con il contributo dei due saggisti Laura Lepri e Guicciardo Sassoli de’ Bianchi Strozzi.
Il progetto di allestimento della mostra è stato curato ancora una volta dall’architetto Dario Curatolo, che è riuscito a valorizzare al meglio gli spazi di una struttura espositiva moderna e funzionale come quella messa a disposizione dalla città di Vimercate. Il suo progetto prevede anche una presentazione ai visitatori della vita di Raffaello, con un percorso biografico che ne illustrerà le tappe fondamentali.
L’inaugurazione della mostra si terrà nel corso della mattinata del 29 ottobre al Must di Vimercate. Interverranno il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il presidente della Fondazione Costruiamo il Futuro Maurizio Lupi e tutti i rappresentanti delle realtà protagoniste di questa grande iniziativa culturale. (aise)