Luisa Maria di Berry e Roberto di Borbone: la restaurata opera di Giulio Carlini torna in esposizione alla Pilotta di Parma

PARMA\ aise\ - Il Complesso monumentale della Pilotta ha presentato il 24 gennaio scorso il restauro dell’opera Luisa Maria di Berry e Roberto di Borbone, realizzata da Giulio Carlini (Venezia 1826-1887) nel 1856, che torna ora in esposizione nelle sale della Galleria Nazionale grazie al contributo tramite Art Bonus di Loredana Possentini e Lino Squarza.
L’intervento conservativo, durato diversi mesi, ha interessato sia la tela, restaurata da Laboratorio degli Angeli Srl di Bologna, sia la cornice lignea intagliata e dorata, affidata a Restauratori Associati Snc di Bosco di Scandiano (RE).
“Il restauro del dipinto di Giulio Carlini restituisce alla Pilotta una delle immagini più emblematiche della ritrattistica ufficiale ottocentesca legata alla corte parmense”, ha dichiarato Stefano L’Occaso, direttore del Complesso monumentale della Pilotta, che ha rivolto “un sincero ringraziamento” a Loredana Possentini e Lino Squarza per aver “reso possibile la messa in sicurezza dell’opera e della sua cornice e il pieno recupero della loro qualità formale e simbolica, riaffermandone il valore storico e istituzionale”.
Il dipinto raffigura Luisa Maria di Borbone, ultima reggente degli Stati Parmensi, insieme al figlio Roberto I, ed è stato concepito da Giulio Carlini come un solenne ritratto ufficiale di Stato, in cui la resa dei personaggi è arricchita da una tecnica sapiente e da un’attenta cura dei dettagli dell’abbigliamento, impreziositi da tocchi rapidi e materici, che giustifica l’apprezzamento ottenuto come ritrattista presso una prestigiosa committenza privata italiana e straniera. Sebbene esposta nel 1856 all’Accademia di Venezia, l’opera risulta firmata a Parma, dove fu probabilmente eseguita dall’artista su invito della stessa Luisa Maria. Documentato in un inventario della famiglia Borbone redatto intorno al 1860, il quadro testimonia il ruolo istituzionale della duchessa attraverso un’impostazione monumentale e una ricca simbologia dinastica. Di Carlini, formatosi all’Accademia di Venezia, in quest’opera emerge infatti l’abilità descrittiva, evidente nella resa minuziosa degli abiti e delle insegne, dal manto ricamato e foderato d’ermellino di Luisa Maria, alle decorazioni che ornano il giovane Roberto.
Il restauro del dipinto, realizzato da Laboratorio degli Angeli Srl di Bologna, è stato finalizzato principalmente alla messa in sicurezza delle porzioni precarie di pellicola pittorica, realizzata attraverso una pulitura a secco della superficie - utile a ridurre l’alterazione cromatica dovuta al suo ingiallimento - e al fissaggio delle scaglie di colore distaccate.
In seguito si è proceduto al consolidamento della tela e del suo telaio originale, che dopo alcuni interventi strutturali, tra cui la sostituzione dei tasselli lignei applicati a compensazione delle parti mancanti, è risultato idoneo a svolgere la sua funzione.
Particolarmente articolati i lavori che hanno interessato la cornice, realizzati da Restauratori Associati Snc di Bosco di Scandiano (RE), iniziati con la messa in sicurezza delle parti instabili e la pulitura della superficie, che ha consentito la rimozione di vernici e ritocchi non pertinenti, riportando alla leggibilità le trame originali. Sono seguiti i consolidamenti strutturali e dello strato preparatorio, il trattamento contro gli insetti (xilofagi) e la reintegrazione delle parti decorative mancanti.
Delicata e significativa è stata la manovra di ridimensionamento della cornice, più grande di circa 2,5 cm sia a destra sia a sinistra della tela, necessaria per adeguarla correttamente alle misure dell’opera nel rispetto delle tecniche costruttive originarie. L’intervento si è concluso con la doratura a foglia d’oro, la brunitura, la patinatura e la protezione finale delle superfici. (aise)