Assistenza sanitaria per gli Aire extra Ue: iniziato l’esame in Senato

ROMA\ aise\ - È iniziato la scorsa settimana in Commissione Affari Sociali in Senato l’esame in sede redigente della proposta di legge a prima firma Di Giuseppe (FdI) per estendere l’assistenza sanitaria in Italia ai cittadini italiani iscritti all’Aire residenti in Paesi extra europei dietro pagamento di un contributo annuo di 2.000 euro.
Approvato in prima lettura dalla Camera il 27 novembre scorso, il testo - Modifica all'articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e altre disposizioni in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero, residenti in Paesi che non appartengono all'Unione europea e non aderiscono all'Associazione europea di libero scambio – sarà sottoposto anche ai pareri delle commissioni Affari costituzionali, Affari esteri e difesa, Bilancio, Finanze e Questioni regionali.
In 10ª commissione, la proposta Di Giuseppe è stata abbinata al ddl di Mario Borghese (Maie), volta a garantire l'assistenza sanitaria ai pensionati iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire).
Alla presenza del sottosegretario alla salute Gemmato, la relatrice in Commissione, Elena Murelli (Lega) ha illustrato ai colleghi entrambe le proposte di legge: quella Di Giuseppe – poi adottata come testo base dalla Commissione – che prevede, come detto, l’assistenza sanitaria in Italia ai cittadini italiani iscritti all’Aire residenti in Paesi extra europei dietro pagamento di un contributo annuo di 2.000 euro; e quella di Borghese che prevede, per pensionati iscritti all'AIRE, l'accesso gratuito alle prestazioni sanitarie garantite dal Servizio sanitario nazionale, secondo gli stessi termini previsti per la generalità degli assistiti. L'estensione è prevista a titolo gratuito.
Unico ad intervenire alla discussione è stato il senatore Mazzella (M5S) che ha criticato la previsione del contributo di 2.000 euro previsto da Di Giuseppe contestandone, in particolare, la mancata modulazione in base alla situazione economica del cittadino e all'effettivo ricorso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale e sostenendo, infine, che il provvedimento contraddice il principio universalistico alla base del sistema sanitario pubblico, risultando discriminatorio nei confronti dei residenti all'esterno dell'Ue. (aise)