ECCO COME L’INPS PAGA LE PENSIONI ALL’ESTERO: IL SOTTOSEGRETARIO DI PIAZZA RISPONDE A SIRAGUSA (M5S)

ECCO COME L’INPS PAGA LE PENSIONI ALL’ESTERO: IL SOTTOSEGRETARIO DI PIAZZA RISPONDE A SIRAGUSA (M5S)

ROMA\ aise\ - Nella seduta di ieri in Commissione Lavoro, il Sottosegretario al Lavoro e Politiche Sociali Stanislao Di Piazza ha risposto all'interrogazione di Elisa Siragusa (M5S) sui ritardi nei pagamenti delle pensioni in Canada. Come anticipato dalla deputata eletta in Europa, in questa occasione Di Piazza ha assicurato che “la questione è all'attenzione delle strutture territoriali dell'Inps e che sulla base delle segnalazioni che pervengono dai pensionati, direttamente o tramite i Patronati, le strutture dell'Inps stanno già curando la riemissione delle rate pensionistiche non andate a buon fine”.
Nella sua risposta, però, Di Piazza ha anche fornito un quadro più ampio sui pagamenti delle pensioni all’estero, spiegando, ad esempio, che essi “avvengono nella maggior parte dei casi con periodicità mensile” ma anche che “qualora l'importo della pensione sia inferiore a 70 euro il pagamento avviene semestralmente a gennaio e a luglio, mentre avviene annualmente a gennaio se l'importo mensile della pensione è inferiore a 10 euro”.
“A differenza di quanto avviene per le pensioni pagate nel nostro Paese, - ha precisato Di Piazza – il numero delle pensioni pagate all'estero corrisposte semestralmente e annualmente è percentualmente consistente: più del 40% delle 330.000 pensioni pagate fuori dell'Italia viene erogata con questa periodicità” questo perchè “molti dei beneficiari di questi trattamenti sono i protagonisti dei consistenti flussi di emigrazione registrati nel nostro Paese nel secolo scorso”. Si tratta, dunque, di “lavoratori migranti che spesso hanno lavorato pochissimo nel nostro Paese e hanno ottenuto pensioni di importo molto limitato, totalizzando i brevi periodi di contribuzione versata in Italia con quelli più consistenti maturati nei Paesi in cui ha avuto luogo la maggior parte della loro carriera lavorativa”.
C’è poi da considerare che “i titolari di pensioni di importo esiguo (soprattutto nordamericani) hanno espresso preferenza verso la forma di pagamento a mezzo di emissione di assegni spediti al loro domicilio. Tale forma di pagamento, che presenta il rischio di mancato recapito del titolo per incompletezza dell'indirizzo o per disguidi postali, è in via di superamento e l’INPS esprime l'auspicio che i pensionati che ancora non abbiano provveduto optino per il pagamento a mezzo di accredito su un conto corrente”.
Al momento, ha riferito il sottosegretario, “il Canada e gli USA sono di gran lunga i Paesi in cui si riscontra il maggior numero di pensionati che preferisce tale forma di pagamento: su circa 34.000 assegni emessi a gennaio per il mondo intero, circa 10.544 sono stati pagati in Canada e circa 8.000 in USA”.
“Per i titolari di pensioni semestrali o annuali, nei lunghi intervalli che passano tra un pagamento e l'altro, spesso si verificano eventi, quali il trasferimento della residenza (soprattutto verso congiunti o in struttura di cura o degenza) o variazioni dei conti correnti, che non sempre vengono comunicati agli uffici INPS, anche in considerazione del fatto che spesso la pensione italiana non è la loro principale fonte di reddito. Inoltre, - ha aggiunto Di Piazza – l'Inps ha reso noto che l'archivio anagrafico dell'istituto viene aggiornato non solo con informazioni che provengono dai pensionati ma anche con dati che vengono forniti da altre Pubbliche Amministrazioni, quali i Comuni o l'Agenzia delle Entrate, che, a loro volta in un numero estremamente ridotto di casi, possono essere incompleti o inesatti. Ciò determina, in alcuni casi, la possibilità che alcuni pagamenti vengano disposti con dati non corretti”.
“Le eventuali inesattezze nei dati di indirizzo dei pensionati, dovute ai motivi esposti, - ha assicurato Di Piazza – non impediscono il buon esito del pagamento disposto con accredito su conto corrente, in quanto per tale modalità rilevano le coordinate bancarie. Al contrario, alcuni pagamenti disposti con invio di assegni possono non essere eseguiti”.
“Le dimensioni del fenomeno registrato a gennaio scorso, che riguarda quasi esclusivamente pagamenti con assegni di pensioni semestrali o annuali di importo molto contenuto, sembrano essere molto limitate e non diverse da quelle rilevate negli scorsi anni”, ha detto Di Piazza, precisando che “tenuto conto della segnalazione del Corriere Canadese e della circostanza che in Canada vengono pagati circa 1/3 del totale degli assegni emessi nel mondo per il pagamento delle pensioni, al momento, risulta che su circa 42.000 pagamenti effettuati in Canada (di cui 10.544 con assegni) circa 250 non hanno avuto esito per incompletezza dell'indirizzo imputabile ad un non corretto aggiornamento degli archivi INPS”.
Ciò premesso, ha assicurato, “l'Inps ha sottolineato di essere a conoscenza della problematica e che si sta attivando per il corretto ripristino degli indirizzi con una lavorazione centralizzata. Resta ferma anche la possibilità per i pensionati di richiedere il pagamento con accredito su conto corrente, rendendo note le coordinate bancarie per garantirsi una modalità più sicura dell'emissione di assegni. Posso rassicurare l'Onorevole interrogante che la questione è all'attenzione delle strutture territoriali dell'Inps e che sulla base delle segnalazioni che pervengono dai pensionati, direttamente o tramite i Patronati, le strutture dell'Inps stanno già curando la riemissione delle rate pensionistiche non andate a buon fine. Il Ministero che rappresento, - ha concluso Di Piazza – ad ogni modo, continuerà a monitorare l'evoluzione della vicenda”. (aise) 

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