FALSO MONTEPULCIANO D’ABRUZZO ED ETICHETTE OFFENSIVE IN AUSTRALIA: STEFANO (PD) INTERROGA CENTINAIO

FALSO MONTEPULCIANO D’ABRUZZO ED ETICHETTE OFFENSIVE IN AUSTRALIA: STEFANO (PD) INTERROGA CENTINAIO

ROMA\ aise\ - Proteggere l’immagine del Montepulciano d’Abruzzo dai falsi prodotti in Australia, dove sono in vendita bottiglie dalle etichette offensive, o quanto meno discutibili come “Cosa nostra” e “Minchia”. A sottoporre il caso all’attenzione del Ministro delle politiche Centinaio è il senatore Pd Dario Stefano, che in una interrogazione rilancia la notizia apparsa su “Tre bicchieri”.
“Nell'ultima pubblicazione del settimanale economico del Gambero Rosso "Tre Bicchieri", il giornalista Andrea Gabbrielli riferisce che in Australia sono prodotti e venduti due vini spacciati per Montepulciano d'Abruzzo, il primo con il nome 'La Cosa Nostra' Montepulciano d'Abruzzo-Springton Hills Wines, della famiglia Ciccocioppo, e il secondo con il nome First Drop 'Minchia' Montepulciano, delle Adelaide Hills”, spiega Stefano, secondo cui “i nomi associati a questa DOCG sono palesemente offensivi e lesivi dell'immagine di questo prodotto”.
“Su diversi siti del settore – aggiunge il senatore – è possibile trovare recensioni di questi vini, dove il nome della bottiglia viene messo in particolare risalto e specificato il significato con evidente e conseguente danno a quella che è la credibilità e serietà di chi produce questa tipologia di vino DOCG”.
Stefano, quindi, chiede al Ministro “se sia a conoscenza di quanto riportato in premessa” e, soprattutto, “se non ritenga opportuno attivare tutti gli strumenti preposti, a partire dall'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, nonché il Comitato Vino, al fine di valutare iniziative volte a proteggere la denominazione in oggetto da un danno di immagine e di reputazione che non può essere tollerato o giustificato da qualsiasi scelta di marketing”. (aise) 

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