IMMOBILI DELLE COMUNITÀ ITALIANE IN CROAZIA: MOLLICONE (FDI) INTERROGA DI MAIO

IMMOBILI DELLE COMUNITÀ ITALIANE IN CROAZIA: MOLLICONE (FDI) INTERROGA DI MAIO

ROMA\ aise\ - “Trasferire dallo Stato italiano gli immobili iscritti in proprietà dell’Unione italiana” in Croazia. Questo in sintesi quanto richiesto da Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia, in un’interrogazione sottoscritta dalla collega Paola Frassinetti, al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio.
“Risultano concluse le indagini sulla contabilità della Comunità italiana di Valle (Istria) con la notifica di un addebito di quasi 70 mila euro”, scrive Mollicone nella premessa. “L’amministrazione finanziaria croata ha minacciato di ipotecare la sede della comunità italiana di Valle, il medievale Castel Bembo, acquistato, restaurato e ristrutturato unicamente con fondi dello Stato italiano, ma di proprietà dell’Unione italiana di Fiume; l’Assemblea dell’Unione italiana nella seduta tenutasi a Fiume il 18 dicembre 2019 ha deciso di pagare di fatto l’intera somma richiesta dall’Amministrazione finanziaria croata”.
Mollicone quindi ricorda che “è in corso un’analoga indagine finanziaria presso la Comunità italiana di Zara e che è prevista a breve un’altra assemblea dell’Unione italiana con all’ordine del giorno l’esborso della somma che verrà richiesta per sanare la pretesa che scaturirà dal verbale finanziario. L’amministrazione finanziaria croata - aggiunge il deputato - si appresta a rivedere la contabilità di un’altra cinquantina di Comunità italiane e di altre organizzazioni culturali e scolastiche, dipendenti dell’Unione italiana”.
Visto che “gli immobili pagati dallo Stato italiano, iscritto in proprietà dell’Unione italiana, corrono il pericolo di essere pignorati e, in caso di inadempienza, di essere venduti all’asta”, Mollicone chiede a Di Maio “Se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali provvedimenti intenda assumere per trasferire in proprietà dello Stato italiano gli immobili acquistati esclusivamente con fondi dello Stato italiano vengano correttamente iscritti in proprietà nella nostra rete di ambasciate e rete consolare, come avviene nel resto del mondo”. (aise) 

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