Legge elettorale alla Camera: l’esame in I Commissione

ROMA\ aise\ - Settimana piena per la Commissione Affari Costituzionali della Camera che oggi riprende l’esame della riforma della legge elettorale, tornata a Montecitorio per la terza lettura dopo le modifiche apportate in Senato.
Con il testo atteso in Aula la prossima settimana, la Commissione è stata convocata da oggi a domenica 27. Domani, 22 settembre, alle 16.00 è fissato il termine per la presentazione degli emendamenti che verranno votati a partire da giovedì.
Secondo il calendario deciso dalla Conferenza dei capigruppo, il testo è atteso in Aula dalla prossima settimana con il voto previsto nei primi giorni di ottobre.
Voto di fiducia, come anticipato dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che nella conferenza stampa dopo l’ultimo Consiglio dei Ministri ha affermato: “quando l’emendamento sulle preferenze non passò alla Camera, ho sentito dire che il Governo non aveva la fiducia del Parlamento, quindi credo che sia un fatto di chiarezza mettere la fiducia su una legge che ha le preferenze al suo interno”.
Il ddl modifica il sistema elettorale di Camera e Senato, superando i collegi uninominali e introducendo un modello a prevalente base proporzionale. È previsto un premio di governabilità di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la lista o coalizione che raggiunga almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere. Restano le soglie di sbarramento del 3% per le liste e del 10% per le coalizioni.
Il voto è espresso senza preferenze e sono confermate le pluricandidature e le disposizioni sull’equilibrio di genere. Le forze politiche devono indicare nel programma il candidato alla Presidenza del Consiglio, nel rispetto delle prerogative del Presidente della Repubblica.
Il testo prevede l'aumento da 1.500 a 6mila per il numero minimo di firme richieste per collegio per chi non siede già in Parlamento, mentre resta esentato chi ha due gruppi o almeno un gruppo formatosi entro il 31 dicembre 2025
Il provvedimento interviene anche sulla circoscrizione estero, riducendo il numero delle ripartizioni da 4 a 2 alla Camera e da 4 a 1 al Senato (articolo 6), e sul voto degli italiani all’estero, introducendo modifiche volte a garantirne la sicurezza (articolo 7). Modificate anche le misure sul voto dei fuori sede e dei caregiver. (aise)