"GABRIELE MAQUIGNAZ. LA PORTA DELL'ALDILÀ": A MILANO LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CON FOLCO E DAVERIO

"GABRIELE MAQUIGNAZ. LA PORTA DELL

MILANO\ aise\ - Il prossimo 6 febbraio alle 18.30 presso la Libreria Bocca di Galleria Vittorio Emanuele II, 12 a Milano, lo storico e critico d’arte e giornalista Guido Folco, direttore del Museo MIIT e della casa editrice Italia Arte di Torino, presenterà, con Philippe Daverio, il nuovo volume edito da Skira “Gabriele Maquignaz. La Porta dell’Aldilà”.
Guido Folco, curatore da molti anni dell’opera del Maestro valdostano Gabriele Maquignaz e presidente del Centro Studi Movimento Artistico Aldilà, illustrerà la teoria della Porta dell’Aldilà, prima e unica espressione del superamento dello spazio e del tempo nell’arte.
L’evento apre un anno di grandi appuntamenti artistici dedicati all’arte di Gabriele Maquignaz, che sarà presto in mostra anche al Museo MIIT di Torino con una prestigiosa personale introdotta dalla performance dell’Apertura della Porta dell’Aldilà.
Anche la rivista internazionale “Italia Arte”, diretta da Guido Folco, come già nel corso degli anni passati, dedicherà ampio spazio agli eventi del Maestro con un’edizione straordinaria che illustrerà la teoria della Porta dell’Aldilà e il percorso artistico e concettuale che ha portato Gabriele Maquignaz ad operare per la prima volta in campo artistico in questa e nell’altra dimensione.
Alla serata presenzieranno anche altri storici e critici dell’arte, giornalisti, critici, esperti di finanza e arte internazionale.
“Un giorno, seduto sotto il Cervino, guardando davanti a me, perso nel vuoto ho una grande intuizione: mi accorgo che lo spazio non basta più. L’arte necessita di un’evoluzione, oltre lo spazio, oltre il tempo, oltre l’universo e oltre l’infinito”, scriveva Gabriele Maquignaz. “Solo con la creazione della “porta dell’Aldilà” ho messo le basi per una nuova arte. Creo una connessione perpetua tra lo spazio-tempo e l’Aldilà attraverso un taglio codificato e ragionato nell’arte. Per la prima volta supero il limite dello spazio e dello Spazialismo. Devo guardare lo spazio da fuori, da un’altra dimensione, quella spirituale dell’Aldilà. La tela e il taglio, codificato e ragionato, diventano per me il supporto e l’azione per andare nella nuova dimensione spirituale permettendomi di superare e uscire dalla dimensione spaziale e temporale. Supero in via definitiva il limite dello spazio-tempo nell’arte. Apro attraverso la porta dell’Aldilà il varco tra la dimensione conosciuta spaziale-temporale e quella spirituale dell’Aldilà. Ricerca, innovazione ed intuizione mi hanno permesso, per la prima volta nell’arte, di operare nelle tre dimensioni: SPAZIO-TEMPO-ALDILÀ”. (aise) 

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