“La Venezia norvegese nell’Ottocento”: la conferenza di Oddbjørn Sørmoen alla Dante di Oslo

OSLO\ aise\ - Sarà Oddbjørn Sørmoen, storico dell’arte e studioso del patrimonio culturale, il protagonista del prossimo incontro organizzato dal Comitato di Oslo della Società Dante Alighieri, in programma lunedì 9 febbraio alle ore 18.00 presso il Frogner bydelshus (Drammensveien 60, Oslo).
Nel corso della serata, Sørmoen terrà una conferenza in lingua norvegese su “La Venezia norvegese nell’Ottocento”. Un intervento che porterà il pubblico alla scoperta di una pagina poco nota ma affascinante della storia europea: la presenza norvegese nella Venezia del XIX secolo, una comunità reale e documentata che si integrò profondamente nel tessuto economico, sociale e culturale della Serenissima.
La ricerca prende avvio da un luogo simbolico e poco conosciuto, il reparto evangelico del cimitero monumentale di San Michele a Venezia, dove numerosi norvegesi furono sepolti. Le iscrizioni in lingua norvegese sulle lapidi testimoniano le storie di uomini che lasciarono definitivamente il proprio paese per stabilirsi nella città lagunare, diventandone cittadini a pieno titolo.
Attraverso un’indagine condotta negli archivi e nelle biblioteche di Venezia, Oslo e Copenaghen, Sørmoen ricostruisce le vicende di questi norvegesi “diventati veneziani”, molti dei quali provenienti da Bergen e attivi nel commercio internazionale, in particolare nell’importazione del tørrfisk (stoccafisso), prodotto centrale nella tradizione gastronomica veneziana sin dal Medioevo.
Ne emerge il ritratto di una piccola ma significativa comunità nordica, composta da imprenditori, consoli e diplomatici, legata anche alla comunità luterana veneziana di lingua tedesca, che rappresentò un importante punto di riferimento religioso e identitario. Le loro storie vengono inserite nel più ampio contesto europeo dell’epoca: dalle conseguenze delle guerre napoleoniche allo sviluppo dei traffici internazionali, fino ai rapporti con l’arte e la vita culturale veneziana.
Il progetto “La Venezia norvegese nell’Ottocento”, tuttora in corso, mira a riportare alla luce una memoria rimasta a lungo ai margini, mostrando come l’esperienza veneziana abbia inciso non solo sulle vite individuali di questi norvegesi, ma anche sull’immaginario culturale norvegese legato al Sud Europa. Parti della ricerca sono già state presentate in ambito accademico e museale, tra cui l’Università Ca’ Foscari di Venezia e il KUBEN Museum di Arendal, e confluiranno in una futura pubblicazione.
Oddbjørn Sørmoen è una figura di riferimento nel campo della tutela e dello studio del patrimonio culturale, con oltre trent’anni di esperienza come antikvar (conservatore dei beni culturali). Formatosi all’Università di Oslo, ha completato una formazione specialistica alla Kungliga Konsthögskolan di Stoccolma e all’Università di Aalborg (Danimarca). Ha lavorato, tra gli altri, presso il Riksantikvaren ed English Heritage.
Residente a Oslo, dal 2011 vive parte dell’anno a Venezia, città con la quale ha sviluppato un legame profondo e duraturo. Dal 2013 è tra i fondatori dell’Associazione Reparto Evangelico del Cimitero di San Michele ed è membro del consiglio direttivo del network europeo Future for Religious Heritage. Dirige oggi lo studio di consulenza Ancoras AS e ha ricoperto, tra il 2011 e il 2014, anche il ruolo di membro del consiglio direttivo della Dante di Oslo.
La conferenza, aperta ai soci e agli amici della Dante di Oslo, nasce dall’incontro tra ricerca storica e vissuto personale, offrendo uno sguardo nordico su Venezia e restituendo voce e memoria ai norvegesi che, tra Ottocento e Novecento, fecero della Serenissima una seconda casa. (aise)