GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO: LA SOFFERENZA DELLE STRUTTURE RELIGIOSE DI OSPITALITÀ

GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO: LA SOFFERENZA DELLE STRUTTURE RELIGIOSE DI OSPITALITÀ

ROMA\ aise\ - Il 27 settembre di ogni anno in tutto il mondo si celebra un settore come quello del Turismo, fino a pochi mesi fa destinato a seguire di pari passo la mobilità crescente degli abitanti del pianeta.
Oggi, però, tutto sembra essersi fermato e il comparto è diviso tra chi ha già deposto le “armi” dell’accoglienza e chi non sa ancora se e come uscire dalla crisi (e soprattutto con quali mezzi).
In entrambi i casi, le strutture religiose di ospitalità sono in grande sofferenza, come e più delle altre: “oltre alla rarefazione degli ospiti e ai costi fissi inderogabili per mantenere attive le accoglienze, si sovrappone la drammatica mancanza di quegli introiti che in buona parte andavano a sostenere le opere caritatevoli”, spiega Fabio Rocchi, presidente dell’associazione Ospitalità Religiosa Italiana. “Emerge così con chiarezza come l’ospitalità gestita dagli enti religiosi non è mai stata fine a sé stessa o motivo di mero lucro, bensì votata a creare le condizioni affinché in Italia e nel mondo si potessero aiutare popolazioni, della più diversa estrazione, ad affrontare i problemi della povertà sociale ed economica, rispetto all’amaro destino a cui parevano confinati”.
“Nella prospettiva che col tempo l’emergenza sanitaria rientri gradualmente, magari grazie ad un vaccino che arrivi davvero ovunque, - conclude Rocchi – la speranza è in quella Provvidenza a cui si appellano i gestori delle case dell’ospitalità religiosa, affinché i viaggiatori in Italia facciano una scelta etica nel considerare dove soggiornare. Un piccolo gesto che può rendere un viaggio -quale che ne sia il motivo- un vero gesto di salvezza per chi vive nell’incertezza non del domani, ma già dell’oggi”. (aise) 

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