La Rete Mondiale del Turismo Religioso si espande in Italia: l'Area Sud della Basilicata aderisce al progetto

ROMA\ aise\ - Dopo le recenti adesioni di Perù e Messico, anche l'Area Sud della Basilicata entra a far parte della World Religious Tourism Network, la Rete Mondiale del Turismo Religioso presente in 18 Paesi e impegnata nella promozione del turismo spirituale come strumento di dialogo tra i popoli, valorizzazione delle identità territoriali e sviluppo sostenibile.
L'ingresso nella rete internazionale rappresenta un passaggio strategico per i 27 Comuni del GAL "La Cittadella del Sapere", che comprendono Maratea, il Lagonegrese, la Val Sarmento, il Pollino, l'Alto Sinni e la Val d'Agri, territori ricchi di patrimonio religioso, culturale e ambientale, oggi chiamati ad affrontare una delle principali sfide del nostro tempo: lo spopolamento delle aree interne.
La richiesta di adesione è stata promossa dal GAL "La Cittadella del Sapere", organismo impegnato nello sviluppo integrato del territorio, con l'obiettivo di rafforzare la presenza dell'Area Sud della Basilicata nei circuiti internazionali del turismo culturale e spirituale e di creare nuove opportunità di crescita per le comunità locali.
L'accordo è stato definito nell'ambito della Rete Mondiale del Turismo Religioso, coordinata a livello europeo da Edit Székely. La rete continua a espandersi a livello globale con l'adesione di nuovi Paesi e territori interessati a promuovere il turismo religioso come leva di sviluppo, dialogo e cooperazione internazionale.
L'espansione internazionale della Rete ha trovato ulteriore impulso con il Congresso mondiale sul turismo religioso "Tierra de Fe Viva", svoltosi a El Salvador dal 7 al 10 luglio scorsi, promosso dal Tourism and Society Think Tank (TSTT) attraverso la Rete Mondiale del Turismo Religioso e patrocinato dal Ministero del Turismo salvadoregno. Il Congresso ha riunito rappresentanti istituzionali, leader religiosi, operatori turistici e media internazionali provenienti da numerosi Paesi. Al termine dei lavori è stata adottata la Dichiarazione di San Salvador 2026-2028, documento programmatico che definisce le linee guida internazionali per lo sviluppo del turismo religioso nei prossimi tre anni, ponendo al centro la tutela dei luoghi sacri, la sostenibilità, il dialogo interculturale, la prevenzione dell'eccessiva commercializzazione delle destinazioni di pellegrinaggio e la valorizzazione delle comunità locali. Tra i protagonisti del Congresso anche il Ministero del Turismo di Israele, rappresentato da Noga Sher-Greco, direttrice del marketing per il turismo religioso, che ha ribadito l'impegno di Israele nella promozione di un turismo religioso responsabile, accessibile e sostenibile e nella tutela della libertà di culto e dell'accessibilità ai Luoghi Santi. Anche l'ingresso dell'Area Sud della Basilicata conferma il costante ampliamento della Rete Mondiale del Turismo Religioso e il crescente interesse internazionale verso un modello di sviluppo che coniuga spiritualità, cultura, cooperazione tra i popoli e crescita sostenibile dei territori.
A sostenere il percorso di ingresso del territorio lucano sono stati Biagio Maimone, coordinatore per l'Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, e Nicola Timpone, direttore generale del GAL "La Cittadella del Sapere" e direttore del Festival Internazionale del Cinema Marateale, con il contributo istituzionale del presidente del GAL, Franco Muscolino.
“L'ingresso nella Rete Mondiale del Turismo Religioso rappresenta un'importante opportunità di crescita e di credibilità internazionale per l'intero territorio dell'Area Sud della Basilicata”, sottolinea Nicola Timpone. “Entrare in una rete presente in 18 Paesi significa rafforzare la visibilità internazionale del territorio e creare nuove occasioni di sviluppo per le nostre comunità”.
Per territori caratterizzati da piccoli borghi, tradizioni secolari e un forte patrimonio identitario, il turismo religioso può rappresentare una concreta opportunità di sviluppo sostenibile. A differenza di altre forme di turismo stagionale, esso genera flussi distribuiti durante l'intero anno, favorisce la permanenza dei visitatori, sostiene le attività economiche locali e contribuisce a mantenere vivi i centri storici e le comunità dell'entroterra.
L'Area Sud della Basilicata dispone di un patrimonio spirituale e religioso di straordinario valore. Maratea, nota come la "Città delle 44 Chiese", custodisce la Basilica di San Biagio e il celebre Cristo Redentore che domina il Golfo di Policastro. Il Santuario della Madonna Nera del Sacro Monte di Viggiano rappresenta il cuore della devozione mariana lucana, mentre il Santuario della Madonna del Monte Sirino e numerosi altri luoghi di culto e pellegrinaggio testimoniano una tradizione religiosa profondamente radicata nel territorio.
A questo patrimonio si aggiungono i paesaggi del Pollino, della Val d'Agri, del Lagonegrese e dell'Appennino Lucano, che fanno dell'Area Sud della Basilicata un autentico itinerario spirituale diffuso, dove fede, cultura, natura e identità locale si intrecciano in un'esperienza unica.
Secondo Biagio Maimone, “l'ingresso nella Rete consentirà al territorio di sviluppare un modello avanzato di turismo spirituale sostenibile, capace di valorizzare luoghi della fede, cammini religiosi e patrimoni identitari, generando nuove opportunità culturali, sociali ed economiche”.
L'adesione consentirà inoltre di promuovere itinerari internazionali di pellegrinaggio, eventi culturali, incontri spirituali e iniziative dedicate al dialogo interculturale, aumentando l'attrattività dell'Area Sud della Basilicata nei confronti dei visitatori provenienti dall'Italia e dall'estero.
“Attraverso questo percorso”, afferma Edit Székely, “il mondo potrà conoscere più da vicino la ricchezza spirituale, culturale e umana dell'Area Sud della Basilicata, con ricadute significative anche sul piano dello sviluppo economico e della valorizzazione territoriale”.
L'ingresso nella Rete Mondiale del Turismo Religioso rappresenta dunque una scelta strategica che guarda al futuro: unire spiritualità, cultura, sostenibilità e accoglienza per trasformare il patrimonio identitario del territorio in una leva concreta di crescita, capace di contrastare lo spopolamento e rafforzare il ruolo dell'Area Sud della Basilicata nei circuiti internazionali del turismo religioso e culturale. (aise)