Slow Food Italia compie 40 anni: in settembre a Torino la XVI edizione di Terra Madre Salone del Gusto

ROMA\ aise\ - "Siamo nati sotto la stella del cambiamento, dal desiderio di ribaltare il modo semplicistico e banalizzante in cui si trattava il cibo e di sfidare una concezione performativa del tempo. Un approccio che era dirompente quarant'anni fa e che è attuale ancora oggi. Carlin non avrebbe voluto che tenessimo il lutto: Slow Food è viva ed è pronta a raccogliere la sua eredità". Con queste parole la presidente di Slow Food Italia, Barbara Nappini, ha presentato la 16esima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, che si terrà dal 24 al 27 settembre nel centro di Torino, ricordando l’eredità culturale e politica del fondatore Carlo Petrini, che ha messo al centro il cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti e lo ha trasformato in una missione condivisa da milioni di persone nel mondo.
Terra Madre Salone del Gusto, la più importante manifestazione internazionale dedicata al cibo buono, pulito e giusto e alle politiche alimentari, organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, con il patrocinio del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e di Ismea, celebra i 40 anni di Slow Food Italia. Il gioco di parole “Biodiversity - Be Diversity” è il claim della 16esima edizione, che esprime il valore della biodiversità declinata in tutte le sue dimensioni: naturale, agricola, gastronomica, culturale e sociale. La biodiversità è il tema su cui Slow Food lavora dalla sua nascita, nel 1986, ideando progetti innovativi come l’Arca del Gusto, i Presìdi Slow Food e l’Alleanza Slow Food dei cuochi, tutti protagonisti di Terra Madre.
Nel 2026 l’evento rafforza ulteriormente il proprio legame con la città, coinvolgendo il cuore del capoluogo piemontese, lungo la direttrice che collega piazza Carlo Felice a piazza Vittorio Veneto, passando per via Roma, piazza San Carlo, piazza Carlo Alberto, piazza Castello, Palazzo Reale, Musei e Giardini Reali, tracciando un percorso che coinvolge musei, palazzi aulici e luoghi dell’arte, della cultura e della storia. Una scelta che punta a integrare sempre più Terra Madre nel tessuto urbano, valorizzando gli spazi esistenti come luoghi di incontro, confronto e partecipazione.
La presentazione del tema e del programma dell’edizione 2026 si è tenuta nei giorni scorsi a Torino presso le Gallerie d’Italia, che ospiteranno una parte del programma di Terra Madre.
"Quando arrivai a Terra Madre per la prima volta, nel 2008, non conoscevo Torino né il Piemonte. Oggi, grazie a questa esperienza condivisa da migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo, questi luoghi sono diventati simboli internazionali di cultura del cibo, sostenibilità e cooperazione - ha spiegato Edward Mukiibi, presidente di Slow Food -. Qui si incontrano contadini, pescatori, cuochi, popolazioni indigene e attivisti che spesso lavorano in contesti molto diversi ma affrontano sfide comuni. Terra Madre crea connessioni tra queste comunità, rende visibili le loro esperienze e trasforma le loro conoscenze in una forza collettiva capace di incidere sul futuro. Questa è la sua vera forza: cambiare le persone e, attraverso le persone e le comunità che costruiscono insieme nuove soluzioni, cambiare il mondo".
"Quarant’anni fa nasceva Slow Food perché Carlin Petrini, quando tutto andava verso la banalizzazione e omologazione, ha incarnato la diversità e proposto di accogliere e leggere la complessità a partire da un elemento quotidiano: il cibo - ha sottolineato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia -. Quell’approccio dirompente ha provocato una rivoluzione gioiosa. Oggi, tra i compiti più ardui che ci ha lasciato c’è la realizzazione di 18 Atlanti dell’Arca del Gusto, uno per regione. Questi volumi raccontano cibi che rischiano di essere dimenticati, storie di comunità e territori, consuetudini e saperi popolari. Ma al contempo sono esperienze universali. In questa doppia valenza, locale e universale, è condensata la preziosità di quest’opera, che riafferma il valore della diversità. Biodiversity – Be Diversity (“Sii diversità”) è la nostra esortazione a trasformare le differenze in una leva attiva di crescita".
Nel 2026, a trent’anni dalla prima edizione del Salone del Gusto, la manifestazione anima il centro di Torino: una grande esposizione vede protagonisti i Presìdi Slow Food, i prodotti dell’Arca del Gusto e le comunità che ogni giorno li custodiscono e valorizzano; spazi importanti sono dedicati alle reti tematiche (Slow Grains, Slow Mais, Slow Beans, Slow Rice e Slow Olive), ma anche alla rete Slow Food dei castanicoltori, al Presidio dei prati stabili e dei pascoli e all’universo delle Terre Alte. Il cuore della manifestazione è il grande Mercato dei produttori, che riunisce centinaia di espositori, testimoni della biodiversità di tutte le regioni d’Italia e di diversi Paesi del mondo.
Al centro dell’evento, come sempre, le conferenze, che spaziano tra diversi temi d’attualità: dall’alimentazione alla sostenibilità, dall’agricoltura alla giustizia sociale, fino alle politiche del cibo, affiancate dai Laboratori del Gusto e dagli eventi con le cuoche e i cuochi dell’Alleanza Slow Food. (aise)