Vulture (Basilicata) e Conegliano Valdobbiadene (Veneto) sono “Città Italiana del Vino ’26-’27”

ROMA\ aise\ - Dai Castelli Romani ai territori di Conegliano Valdobbiadene (Veneto) e Vulture (Basilicata). Lunedì scorso, 2 febbraio, è avvenuto il formale passaggio di consegne del titolo di “Città Italiana del Vino”, promosso dall’Associazione Nazionale Città del Vino, organizzazione di cui fanno parte oltre 500 Comuni a vocazione vitivinicola. Per la prima volta ci saranno due territori a detenerlo assieme, nel biennio 2026–2027. La cerimonia si è volta a Roma, in Senato.
Il riconoscimento è nato nel 2021 e prevede la realizzazione di un programma di attività enoturistiche, culturali, ambientali, socioeconomiche, relativo al mondo del vino nelle sue molteplici declinazioni. L’obiettivo è valorizzare i pregi e le peculiarità della cultura della vite e del vino del territorio e l’impatto che questa ha sulla società, l’economia, la gastronomia, il paesaggio e il patrimonio materiale e immateriale.
La candidatura del Vulture è stata presentata da una coalizione di 14 Comuni, legati dell’Aglianico del Vulture, vino tra i più importanti del Sud Italia: sono Rionero in Vulture, Melfi, Ginestra, Barile, Ripacandida (capofila), Rapolla, Genzano di Lucania, Atella, Acerenza, Palazzo San Gervasio, Lavello, Forenza, Venosa, Maschito. Anche nel caso di Conegliano Valdobbiadene il lavoro è stato di un gruppo di 14 Comuni: Cison di Valmarino, Conegliano (capofila), Farra di Soligo, Follina, Fregona, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Valdobbiadene, Vidor, Vittorio Veneto. Il prodotto che mette assieme i territori dei 14 comuni in provincia di Treviso è il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.
Angelo Radica, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, ha ringraziato i Castelli Romani per “avere interpretato in modo straordinario questo riconoscimento”. A seguire, Radica ha ricordato come da oggi il titolo sia passato al Vulture e a Conegliano Valdobbiadene: “serve ad organizzare in modo coordinato e integrato eventi di promozione e valorizzazione. Di fatto costringe in modo virtuoso a lavorare insieme. I territori che ricevono il riconoscimento si completano. Questo passaggio di consegne arriva in una fase molto importante, visto che è iniziata da pochi giorni la mia presidenza, e quindi dell’Italia, di RECEVIN, la rete europea delle città del vino”.
Per l’occasione è intervenuto anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi: “è una giornata importante, oggi non celebriamo solo un passaggio di consegne ma un’idea di Italia che cresce attraverso i territori. Il nostro progetto vuole trasformare una candidatura in un atto politico, morale e civile, raccontare un territorio e la sua anima. Attraverso questa candidatura si è espresso un modello per le aree interne italiane”. Il sindaco di Ripacandida Michele Donato Chiarito, capofila della candidatura del Vulture: “Per noi è un momento di grande valore, il risultato di un percorso condiviso che nasce da una terra antica. Il vino nel Vulture, l’Aglianico, non è solo elemento agricolo e fattore economico, ma è fondante rispetto alla nostra storia”.
A chiudere, il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese: “abbiamo l’obbligo e la fortuna di valorizzare quello che la nostra storia ci ha regalato, il riconoscimento di Città Italiana del Vino va in questo senso. È una grande opportunità di crescita”. (aise)