SCUOLE ITALIANE ALL’ESTERO: L’INCONTRO FRA MAECI E SINDACATI

SCUOLE ITALIANE ALL’ESTERO: L’INCONTRO FRA MAECI E SINDACATI

ROMA\ aise\ - Si è tenuto il 1° luglio in videoconferenza l’incontro fra il MAECI e le organizzazioni sindacali sui temi della ripartenza dell’anno scolastico. Molti sono stati i temi trattati, in particolare quello del reclutamento e della sicurezza.
Situazione Asmara
In apertura di incontro, il consigliere Nocella ha riferito della situazione della Scuola di Asmara: nonostante il governo eritreo abbia concesso ai 61 alunni non italiani di svolgere l’esame di stato, le diplomazie sono ancora al lavoro per trovare un’intesa e permettere la ripartenza del prossimo anno scolastico.
La FLC CGIL ha rilanciato la necessità di istituire un tavolo di lavoro permanente a sostegno della trattativa politica e soprattutto a tutela delle lavoratrici e lavoratori che in questi giorni continuano a non conoscere il loro destino per il prossimo anno scolastico.
Il Ministero ha assicurato una comunicazione tempestiva e si è impegnato a trovare una risoluzione a breve della crisi diplomatica.
L. 41/2020 – nomine dalle graduatorie 2013
Il MAECI ha verificato la consistenza delle graduatorie, che, su richiesta dei sindacati, a breve renderà pubbliche, anticipando che per il loro uso si privilegeranno le situazioni di difficoltà delle scuole (statali, paritarie e locali) e solo in subordine dei corsi. Nei prossimi giorni sarà resa nota l’ipotesi di impiego del personale ancora nelle graduatorie del 2013, così come indicate dalla legge.
La FLC CGIL ha sottolineato che la legge ha lo scopo di fornire all’amministrazione uno strumento temporaneo per poter coprire tutti i posti per tutto l’anno (e non solo fino al 30 giugno) nell’attesa dei nuovi bandi, pertanto se ne ha auspicato un utilizzo esteso (risultano scoperti 128 posti per il 2020/21), in modo da rafforzare il sistema delle scuole, ma anche dei corsi e dei lettorati all’estero. In particolare, ha affermato il sindacato, c’è da invertire la tendenza del 2019/20 che ha fatto registrare già a febbraio, prima dunque della pandemia, quasi il 50% dei posti non assegnati e non coperti. Per la funzionalità del sistema scolastico italiano all’estero, ha aggiunto la FLC CGIL, è necessario che la procedura del reclutamento sia profondamente modificata e ricondotta alla contrattazione nazionale come una forma di mobilità. Per l'organizzazione sindacale è del tutto evidente che il sistema introdotto dal D.lgs 64/2017 è risultato fallimentare, nella sua organizzazione e nella sua gestione.
Gestione delle nomine
Per la delicatezza della situazione, la FLC CGIL, insieme alle altre sigle sindacali, ha lamentato l’assenza del Ministero dell’Istruzione al tavolo sindacale: proprio perché il problema della ripartenza e del reclutamento interessa entrambi i ministeri, la FLC ha auspicato un ulteriore incontro con tutti gli attori dell’amministrazione, in modo da definire una sinergia più efficace.
Ripartenza in sicurezza
Al tema della ripartenza si associa quello prioritario della sicurezza: la FLC CGIL ha richiesto al MAECI la definizione di un protocollo di sicurezza anticontagio uniforme per tutte le sedi consolari e analogo a quello che sarà applicato alle scuole metropolitane. In particolare è stata richiesta la tutela dei lavoratori vulnerabili (fragili) perché possano eventualmente continuare l’attività come didattica a distanza là dove le norme locali ne impedissero l’accesso ai locali scolastici. Inoltre è stata presentata forte preoccupazione per come in alcuni Paesi ancora oggi il problema del contagio sia sottovalutato, tanto da portare a riaperture di plessi scolastici anche in presenza di situazioni di contagio.
Il MAECI ha riconosciuto l’importanza di armonizzare il Piano Scuola con la situazione delle sedi consolari, pur riconoscendo la difficoltà delle diverse giurisdizioni e normative: sarà compito dell’amministrazione elaborare e trasmettere delle linee guida, da condividere con i sindacati, che garantiscano la sicurezza e la tutela del personale.
Art. 186/“quarantena”/ferie
La crisi pandemica ha generato delle situazioni che sono state gestite in via straordinaria: il ricorso all’art.186 e l’obbligo della “quarantena”, oggi limitata ai Paesi fuori dagli accordi di Schengen, per la FLC CGIL rischiano di limitare il diritto alle ferie.
A fronte delle richieste specifiche della sigla sindacale di azioni altrettanto straordinarie a tutela dei lavoratori che hanno usufruito del permesso art.186 e sono stati obbligati al periodo di quarantena, il MAECI ha assicurato che valuterà tutti i casi singolarmente in modo da evitare che ci siano danni ai lavoratori. Del resto, è stato fatto notare, è nell’interesse stesso dell’amministrazione mantenere in servizio il personale a cui ha accordato i permessi art.186 garantendo la piena fruizione dei diritti contrattuali delle ferie, anche oltre il 31 agosto. (aise)


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