Oxfam: rischio collasso umanitario in Libano

ROMA\ aise\ - La situazione umanitaria in Libano rischia di precipitare – e già ora è prossima al collasso - a causa dei bombardamenti e dell’invasione israeliana, che sta provocando nuovi e massicci sfollamenti di massa con mezzo milione di persone costrette ad abbandonare le proprie case e oltre 117 mila che hanno trovato riparo nei rifugi.
È l’allarme lanciato ieri, 11 marzo, da Oxfam di fronte al contesto di crescente instabilità e violenza che sta colpendo il Libano e l’intero Medio Oriente. A partire da Gaza, con i prezzi del carburante e dei beni di prima necessità che sono schizzati alle stelle, aggravando una situazione umanitaria catastrofica, con la popolazione già privata di tutto: in alcune aree di Gaza City al momento si sopravvive con appena 2 litri d’acqua al giorno a testa, mentre nei mercati locali il cibo e le forniture essenziali sono pressoché introvabili.
“L’espansione dell’occupazione israeliana e i bombardamenti in corso sul Libano stanno già avendo conseguenze devastanti sulla sopravvivenza delle fasce più vulnerabili di una popolazione che non si era ancora ripresa dall’ultima ondata di violenze - ha spiegato Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia -. Ancora una volta, intere famiglie sono costrette ad abbandonare le proprie case sotto i bombardamenti”.
Per rispondere all’emergenza in Libano, Oxfam ha spiegato che assieme ai suoi partner locali sta lavorando per soccorrere le migliaia di sfollati nelle zone più colpite dal conflitto. In particolare, nel sud del governatorato del Monte Libano e nella Bekaa, i nostri operatori stanno distribuendo acqua pulita, coperte e kit igienico-sanitari ai tanti che si sono affollati nei rifugi. In caso di allargamento del conflitto siamo pronti ‘ad intervenire in tutti i paesi in cui già opera a partire da Gaza, dove dall’ottobre 2023 abbiamo già soccorso oltre 1,3 milioni di persone.
“Il rischio in questo momento è che le conseguenze umanitarie dell’escalation si estendano ben oltre i confini libanesi, a causa dell’inerzia della comunità internazionale – ha aggiunto Pezzati –. I primi a farne le spese saranno 60 milioni di persone che già oggi dipendono dagli aiuti umanitari per sopravvivere. Questa nuova escalation sta già mettendo sotto pressione il sistema di risposta che potrebbe arenarsi, a causa dell’aumento dei prezzi carburante, delle difficoltà di reperimento di beni e degli innumerevoli impedimenti fisici e burocratici. Al più presto dovremmo mettere in campo tutto quanto necessario per evitare un vero collasso sanitario e socio-economico”.
Alla luce dei recenti, ingiustificati e illegali attacchi di Stati Uniti e Israele e delle azioni di rappresaglia dell’Iran, l’Oxfam ha lanciato un appello urgente alla comunità internazionale perché vengano accertate responsabilità, garantite conseguenze severe per tutte le violazioni del diritto internazionale e messe in campo tutte le iniziative possibili per porre fine a questa nuova ondata di violenza. In questo contesto è infatti prioritario che sia garantita la sicurezza dei civili e venga difeso il diritto internazionale, perseguendo percorsi significativi verso la pace.
Inoltre l’organizzazione ha sollecitato Stati Uniti, Israele, Iran e tutte le parti coinvolte a porre immediatamente fine agli attacchi, lavorando a livello diplomatico per evitare che nuove azioni militari inneschino un nuovo ciclo di violenze. (aise)