Rifugiati: 7 persone su 10 in esilio per lunghi periodi/ Il report dell’UNHCR

Foto unhcr
GINEVRA\ aise\ - Per la prima volta in un decennio lo sfollamento forzato globale, pur rimanendo a livelli inaccettabilmente elevati, è diminuito. Alla fine del 2025 le persone costrette alla fuga nel mondo erano 117,8 milioni, rispetto a 123 milioni alla fine del 2024. È quanto emerge dal Global Trends Report dell’UNHCR presentato nei giorni scorsi dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Barham Salih.
I DATI
Nel 2025 5,4 milioni di persone sono fuggite da violenze e persecuzioni rifugiandosi in altri paesi. L’anno scorso, però, c’è stata anche un’accelerazione dei ritorni: 14,7 milioni di sfollati sono rientrati nelle loro aree o paesi di origine nel 2025 (4,4 milioni di rifugiati e 10,3 milioni di sfollati interni), con un forte aumento in Afghanistan, Sudan e Siria. I ritorni dei rifugiati sono stati i secondi più alti mai registrati negli ultimi 60 anni, sebbene molti siano avvenuti sotto pressione e in condizioni precarie nei paesi di origine.
Nel complesso, i dati dell’UNHCR mostrano che il numero globale di rifugiati è diminuito nel 2025 del 3%, attestandosi a 41,6 milioni. In uno sviluppo positivo, quasi 46.000 persone apolidi hanno acquisito la cittadinanza in 24 paesi lo scorso anno.
LA SITUAZIONE IN ITALIA
In Italia, alla fine del 2025, c'erano oltre 132,000 beneficiari di protezione internazionale, 234,000 richiedenti asilo e oltre 60,000 cittadini ucraini che beneficiavano di protezione temporanea, mentre il numero di apolidi è stimato intorno ai 3.000.
L'Italia, uno dei principali Paesi donatori dell’Agenzia ONU per i Rifugiati, continua a sostenere l'UNHCR nelle emergenze umanitarie, nel fornire protezione e nel promuovere iniziative di sviluppo con l'obiettivo di proteggere e stabilizzare le popolazioni lungo le rotte migratorie in Africa e in altre regioni colpite da crisi.
L’Italia, ricorda l’UNHCR, ha sviluppato esperienze riconosciute a livello internazionale nell'inclusione lavorativa e nell'apertura di canali regolari e sicuri, dai corridoi umanitari ai corridoi universitari e lavorativi per i rifugiati. Queste iniziative dimostrano come la collaborazione tra istituzioni, società civile e settore privato possa trasformare la protezione in opportunità, offrendo ai rifugiati la possibilità di ricostruire il proprio futuro e contribuire allo sviluppo economico e sociale del Paese.
I RIFUGIATI
Il rapporto Global Trends mostra che oltre il 70% dei rifugiati e delle persone che necessitano di protezione internazionale proviene da Afghanistan, Sud Sudan, Sudan, Siria, Ucraina e Venezuela. I principali paesi ospitanti nel 2025 sono stati: Colombia (2,8 milioni), Germania (2,7 milioni), Turchia (2,4 milioni), Uganda (1,9 milioni), Repubblica Islamica dell’Iran (1,7 milioni), Ciad (1,5 milioni) e Pakistan (1,3 milioni).
In totale, secondo i dati dell’Internal Displacement Monitoring Centre, alla fine del 2025 circa 68,6 milioni di persone risultavano sfollate interne a causa di conflitti o violenze, con una diminuzione del 7% rispetto alla fine del 2024; il Sudan resta la crisi più grave a livello globale, con 9,1 milioni di sfollati interni.
La guerra in Medio Oriente, iniziata nel febbraio 2026, ha causato circa 1 milione di sfollati interni in Libano entro metà maggio 2026 e 3,2 milioni di persone temporaneamente sfollate nella Repubblica Islamica dell’Iran entro la fine di marzo 2026.
A livello globale, alla fine del 2025 si stimavano circa 4,5 milioni di apolidi, con un aumento del 3% rispetto all’anno precedente. (aise)