Unicef: 154 milioni di vite salvate con le vaccinazioni dal 1974

GINEVRA\ aise\ - In tutto il mondo, dal 1974 ad oggi, la vaccinazione ha salvato circa 154 milioni di vite. È ricordando questo importante numero che l’UNICEF ha voluto celebrare la 20ª Settimana Europea delle Vaccinazioni, chiedendo al contempo una leadership coraggiosa e un maggiore impegno per sostenere questi progressi negli anni a venire.
Nella Regione europea, l’elevata copertura vaccinale ha ridotto drasticamente l’incidenza delle malattie prevenibili con un vaccino. Ad esempio, dal 2002 la Regione Europea è rimasta indenne dalla poliomielite endemica, ha quasi raggiunto l’eliminazione regionale del morbillo e della rosolia e ha registrato una drastica diminuzione dei casi segnalati di molte malattie.
Dal 2000 al 2024, i casi di rosolia sono diminuiti di oltre il 99%, quelli di difterite del 90% e quelli di parotite del 95%. Molti paesi hanno inoltre esteso la vaccinazione per proteggere i bambini da altre malattie potenzialmente letali, tra cui la meningite, la polmonite e il rotavirus. Quasi tutti i paesi della Regione includono il vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) nei loro calendari vaccinali per prevenire il cancro cervicale e altre forme di cancro. Inoltre, le donne in gravidanza possono ora essere protette da malattie come la pertosse, l’influenza, il COVID-19 e il virus respiratorio sinciziale (RSV), contribuendo a mantenere loro e i loro neonati al sicuro e in buona salute.
Tuttavia, i tassi di vaccinazione in alcuni paesi sono in calo, mentre aumenta il numero di paesi che registrano focolai estesi e devastanti di malattie prevenibili con un vaccino. Nel 2024, nella Regione europea dell’OMS sono stati segnalati oltre 298.000 casi di pertosse, il numero più alto mai registrato. Nello stesso anno, i casi di morbillo hanno superato i 127.000, il numero più alto degli ultimi 27 anni.
In parte ciò può essere attribuito alla mancanza di consapevolezza, alla disinformazione e alla sfiducia nei confronti dei vaccini o delle autorità sanitarie. Tuttavia, queste epidemie evidenziano anche una copertura vaccinale disomogenea e le carenze dei programmi di immunizzazione e dei sistemi di assistenza sanitaria di base. Allo stesso tempo, gli investimenti nei programmi di immunizzazione sono fondamentali per preservare i risultati raggiunti e garantire la sostenibilità degli sforzi attuali.
“L’Europa non può permettersi di fare passi indietro – hanno concluso Olivér Várhelyi, Commissario europeo per la Salute e il Benessere degli Animali, Regina De Dominicis, Direttrice regionale UNICEF per l’Europa e l’Asia centrale, e Hans Henri P. Kluge, Direttore regionale OMS per l’Europa -. È indispensabile rafforzare i programmi di immunizzazione nazionali e regionali e accelerare le azioni coordinate a livello globale. A tal fine, la Commissione Europea ha già dedicato notevoli risorse a sostegno degli sforzi di vaccinazione, sia all’interno dell’Unione europea che a livello globale”.
UNICEF, OMS e Commissione Europea hanno quindi assicurato che continueranno a collaborare tra loro e con tutti i partner per superare le gravi sfide odierne in materia di vaccinazione. “Insieme vogliamo difendere la salute dei bambini e aiutare le comunità più svantaggiate che non hanno un accesso equo ai vaccini. Il nostro messaggio è semplice e chiaro: i vaccini funzionano, salvano vite umane e proteggono le nostre comunità”. (aise)