IL MINISTRO DI MAIO SU "IL MATTINO": LIBIA E AFFARI PIÙ COLLABORAZIONE CON LA FRANCIA

IL MINISTRO DI MAIO SU "IL MATTINO": LIBIA E AFFARI PIÙ COLLABORAZIONE CON LA FRANCIA

NAPOLI\ aise\ - "Ogni volta che da ministro degli Esteri ne ho l'occasione parlo di quanto è straordinaria la Campania e in particolare Napoli, città a cui sono molto legato". Si apre con questa affermazione l’articolo a firma del ministro Luigi Di Maio, pubblicata questa mattina dal quotidiano partenopeo Il Mattino.
"Circa un anno fa", ricorda Di Maio, "intervistato in Italia, il presidente Macron dichiarava: "Per me Napoli è un posto particolare; Stendhal diceva che ci sono due capitali in Europa: Parigi e Napoli. Napoli è per me una città veramente speciale, l'ho visitata più volte e mi è molto cara".
Tra pochi giorni", prosegue l’articolo, che riportiamo qui di seguito, "il capo dello Stato francese sarà di nuovo a Napoli, per partecipare al 35mo Vertice intergovernativo Italia-Francia, e sono particolarmente felice che nel 2020 questo grande evento internazionale si tenga in una città a cui voglio molto bene. Sarà un momento molto importante che il governo ha deciso di riprendere dopo quasi 3 anni, dal momento che l'ultimo Vertice si è tenuto a Lione nel 2017, mentre l'ultimo summit bilaterale ospitato dall'Italia ha avuto luogo a Venezia nel 2016.
La riunione vedrà impegnati 12 ministri del governo italiano, oltre al presidente Conte. E un'occasione molto importante, che ci permetterà di confrontarci su tanti temi imprescindibili per i nostri due Paesi.
Abbiamo già rapporti eccellenti e li vogliamo migliorare ulteriormente, anche sui temi rispetto ai quali esistono punti di vista e sensibilità diversi. Quello che ci proponiamo di fare è rafforzare la nostra cooperazione politica, ma anche economica e culturale, su grandi tematiche internazionali di comune interesse, ad iniziare dalla stabilizzazione della Libia e dalla sinergia che possiamo esprimere in ambito europeo. Siamo Paesi fondatori dell'Unione europea e siamo consapevoli delle responsabilità che abbiamo. In questo momento, soprattutto nella fase post-Brexit, riteniamo importante contribuire al processo di integrazione europea e rafforzare il ruolo dei Paesi del Mediterraneo. Con il collega ministro degli Esteri Le Drian ci confronteremo anche sul tema migrazioni, sul Sahel, sul Mediterraneo orientale e Golfo.
Il Vertice tra i nostri due Paesi accenderà su Napoli riflettori internazionali. E Napoli verrà di nuovo proiettata in una dimensione internazionale anche a fine marzo, quando ospiterà la Conferenza ministeriale della Coalizione anti-Daesh. Per questo appuntamento è prevista la partecipazione di oltre 80 delegazioni straniere.
Napoli è una delle capitali dell'Europa meridionale e questo è un fatto storico, che oggi è confermato non solo da questi impegni internazionali importantissimi, ma anche dalla presenza di strutture fondamentali. Mi riferisco, ad esempio, al Comando Nato di Napoli, che dal 2017 ospita anche il "Nato Strategic Direction South Hub", noto come "Hub per il Sud". Questo centro svolge compiti fondamentali di monitoraggio e gestione delle informazioni relative alle minacce provenienti dal fianco Sud.
Questa città e questa terra non hanno solo una storia millenaria e radici e tradizioni fortissime, ma anche eccellenze tecnologiche di innovazione. Ed è proprio per questo che il giorno successivo al vertice parteciperò all'inaugurazione del Campus Leonardo a Pomigliano d'Arco, la mia città. Qui, giorno dopo giorno, si è costruita una esperienza di mezzo secolo, che risale a quando, negli anni '70, i primi aerei realizzati dall'allora Aeritalia venivano assemblati negli hangar del sito di Pomigliano, con una competenza tecnica straordinaria e una cultura che oggi permettono all'industria aeronautica italiana di portare avanti da anni collaborazioni con le principali realtà internazionali, come Boeing e Airbus.
L'ho detto spesso e ora vorrei ribadirlo, da Ministro degli Esteri che ha scelto di rafforzare il commercio estero attraverso le competenze e la rete della Farnesina: il ruolo del sud Italia nel nostro export può e deve crescere, perché ha tutte le carte in regola. Dobbiamo puntare su un mix composto da prodotti tradizionali (penso ad esempio a tutte le eccellenze eno-gastronomiche del territorio) e nuove tecnologie che hanno bisogno di quella creatività che solo l'Italia esprimere, soprattutto nel campo dell'intelligenza artificiale, della digitalizzazione e dell'internet delle cose". (aise)


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