COMPETENZA, PERMANENZA E INDIPENDENZA DEGLI EUROFUNZIONARI: COLLOQUIO CON CRISTIANO SEBASTIANI - DI ALESSANDRO BUTTICÉ

BRUXELLES\ nflash\ - Contrariamente ad alcuni stereotipi che mettono l’Europa in mano di quelli che vengono definiti come eurocrati, o euro burocrati, i funzionari al servizio delle istituzioni dell’Ue costituiscono un corpo d’élite a livello mondiale, incaricato di dare esecuzione, nella più grande indipendenza, alle direttive dei vertici politici delle Istituzioni Europee. A cominciare da quelle del Consiglio Ue, che è formato dai capi di stato e di governo dei 27 Stati Membri, e del Parlamento Europeo, eletto a suffragio universale dai cittadini europei. Molti - tra i quali anche l’ex Presidente della Commissione Europea, Romano Prodi - considerano quella dell’Ue come una delle migliori amministrazioni del mondo. Che impiega, dopo durissime prove di selezione pubbliche a livello continentale, candidati dalle traiettorie molto diverse. Perché il servizio pubblico dell'Ue implica la capacità e la necessità di lavorare con un gruppo di colleghi eterogeneo e multiculturale. Oltre alla perfetta conoscenza di almeno due lingue dell'Ue. A tutti i candidati prescelti è offerta una retribuzione che deve necessariamente essere competitiva. Altrimenti non si potrebbero reclutare funzionari di primordine anche dai paesi più ricchi, e che siano quindi capaci di gestire le vaste politiche dell’Ue con un personale quantitativamente inferiore a quello dell’amministrazione di una sola grande città, come ad esempio Parigi. Peraltro in un contesto di multilinguismo che assorbe molte risorse umane per le sole funzioni di interpretazione e traduzione dei propri atti e delle proprie riunioni. (nflash) 

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