INFLAZIONE IN VENEZUELA: UNA STORIA “SENZA FINE” – DI ROBERTO ROMANELLI

CARACAS\ nflash\ - “L’inflazione in Venezuela si ripete ciclicamente, anno dopo anno, dal 2013. Da quando, cioè è passata dal 25% a livelli superiori. Fino a registrare quelli stratosferici che oltrepassano il 130 mila per cento, secondo i dati ufficiali. La sua crescita incontrollata, concordano gli economisti, è il frutto della politica centrata sul controllo statale dell’economia. E l’inondazione del mercato di denaro inorganico, che fa schizzare la domanda di beni alla quale l’offerta non è capace di rispondere. E, così, crescono i prezzi. È una spirale senza fine: il governo decreta continui aumenti di stipendi; più denaro alla ricerca di prodotti inesistenti. S’innalzano i costi di produzione che sono inesorabilmente trasferiti al consumatore. E la spirale si retro-alimenta. Con la moneta locale distrutta dall’inflazione e i beni immobili (case, auto, terreni, fabbriche) svalutati dalla recessione, il dollaro diventa l’oggetto del desiderio. E decolla come un razzo, soffiando sul fuoco del caro-vita”. Così scrive Roberto Romanelli su “La voce d’Italia”, quotidiano online di Caracas diretto da Mauro Bafile. (nflash)

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