“Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design”: a Gorizia il racconto di un decennio straordinario

Alessandro Mendini, Divano Kandissi, 1978-1994, Collezione Bau-Haus - Alchimia Side One, Archivio Alessandro Mendini. Ph. Carlo Lavatori

GORIZIA\ nflash\ - Dal 27 giugno e sino al 29 novembre, le sale di Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia tornano a farsi scenario di un viaggio ravvicinato nella memoria visiva del nostro Paese con l’apertura della mostra “Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design”. L'esposizione, promossa dell’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli-Venezia Giulia – ERPAC FVG, rappresenta il nuovo, attesissimo tassello di un articolato percorso che, dopo il successo dei precedenti appuntamenti dedicati agli anni Cinquanta e Sessanta, continua a documentare le profonde trasformazioni della società italiana del secondo dopoguerra. In stretto collegamento con la mostra goriziana, a Gradisca d’Isonzo, il progetto “FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70” della Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan” riaccenderà i riflettori su un territorio — da Trieste a Udine, da Pordenone fino all'Isontino — che storicamente è stato un crocevia fondamentale di avanguardie artistiche. Il fulcro dell'indagine della mostra di Gorizia, curata da Raffaella Sgubin, Carla Cerutti, Lorenzo Michelli ed Enrico Minio Capucci e allestita dallo studio Roberto Festi, rimane l'affascinante e fitto dialogo tra i diversi linguaggi creativi — Arte, Moda e Design, appunto — mettendone in luce le affinità e le reciproche influenze sullo sfondo di un'epoca segnata da radicali mutamenti economici, politici e culturali. (nflash)