Arte, emigrazione e diplomazia culturale: Giacobbe (Pd) porta in Senato il volume dedicato ai fratelli Melocco

ROMA\ aise\ - Si è svolta ieri, 5 maggio, presso il Senato della Repubblica, la presentazione del libro “Painting with Stone – The Story of the Melocco Brothers”. Promosso dal Senatore del Pd eletto in Australia, Francesco Giacobbe, e realizzato con il patrocinio del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI), il volume racconta la storia dei fratelli Melocco tra emigrazione (in Australia), arte e diplomazia culturale.
Il libro entrerà a far parte del patrimonio della Biblioteca del Senato della Repubblica, contribuendo alla valorizzazione della memoria dell’emigrazione italiana e delle sue eccellenze nel mondo.
Giacobbe si è detto onorato di organizzare e moderare la presentazione di “un’opera che racconta una storia straordinaria di talento italiano nel mondo. I fratelli Melocco rappresentano un esempio concreto di come la nostra cultura, la nostra arte e il nostro saper fare abbiano saputo affermarsi e lasciare un segno profondo anche oltre i confini nazionali”.
Il libro ripercorre la vicenda dei fratelli Pietro, Antonio e Galliano Melocco, protagonisti di una straordinaria esperienza artistica e imprenditoriale in Australia, dove le loro opere musive sono oggi parte integrante del patrimonio architettonico di Sydney, dalla Cattedrale di St. Mary alla Mitchell Library fino alla Central Station.
Nel suo intervento, la Vice Presidente del Senato, Anna Rossomando, ha sottolineato come quella dei Melocco sia una storia di influenza “culturale, artistica e sociale” e rappresenti un esempio significativo per comprendere il valore della comunità italiana nel mondo. Rossomando ha evidenziato inoltre come l’identità, troppo spesso utilizzata come strumento divisivo, debba invece fondarsi sul concetto di cittadinanza, trovando proprio in esperienze come quella dei Melocco una testimonianza concreta di integrazione e contributo positivo nei Paesi di accoglienza.
“Questo libro non è solo un racconto artistico, ma un ponte tra l’Italia e le comunità italiane all’estero, tra passato e futuro - ha aggiunto Giacobbe -. È attraverso queste storie che possiamo rafforzare il senso di appartenenza e identità delle nuove generazioni”.
Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre evidenziato come, grazie all’interesse del MEI, l’abitazione dei fratelli Melocco in Italia entrerà a far parte del Percorso delle Radici, rafforzando il legame tra territori di origine e comunità italiane nel mondo. “Il Percorso delle Radici rappresenta uno strumento fondamentale per riscoprire e valorizzare le storie di emigrazione, trasformandole in occasioni di crescita culturale e anche di sviluppo per i territori”, ha sottolineato il direttore del MEI Masini.
Il Senatore Giacobbe ha inoltre evidenziato il ruolo strategico delle comunità italiane nel mondo: “L’italianità nel mondo è la parte principale degli oltre 80 milioni di italiani nel mondo ed è proprio grazie a loro che la nostra cultura è stata esportata. Grazie a queste comunità si riesce a penetrare i mercati in maniera più semplice, ponendo le basi affinché questo rapporto diventi concreto anche dal punto di vista dell’interscambio futuro”.
“Le comunità italiane all’estero rappresentano un valore aggiunto per i Paesi in cui vivono e lavorano. Permettono di costruire relazioni solide e di poter vantare un patrimonio condiviso con le comunità locali. Ed è anche da questo punto di vista che bisogna leggere e comprendere la storia dei fratelli Melocco”, ha proseguito.
Per concludere, Giacobbe si è detto orgoglioso di essere italiano e di condividere con i Melocco brothers l’origine: la loro storia “dimostra che la comunità italiana nel mondo crea qualcosa di duraturo”.
Tra gli interventi, Annamaria Curtis, nipote di Peter Melocco, ha ricordato con orgoglio come “il 90% dei lavori in marmo e mosaico della prima metà del ’900 in Australia fossero realizzati dalla famiglia Melocco”, sottolineando l’impatto profondo della loro opera.
Il Console Generale a Sydney, Gianluca Rubagotti, ha evidenziato come la realizzazione del volume rappresenti un segno concreto di “diplomazia culturale”, mentre il Vice Ambasciatore australiano in Italia, Siddhartha Chakrabarti, ha osservato come “molti australiani abbiano visto, ammirato e persino camminato sui loro lavori senza saperlo, a dimostrazione della profondità, anche sottile, del contributo italiano alla cultura australiana”. (aise)