CASA D’ITALIA DI JUIZ DE FORA: UNA VICENDA ESEMPLARE - DI FABIO PORTA

CASA D’ITALIA DI JUIZ DE FORA: UNA VICENDA ESEMPLARE - di Fabio Porta

ROMA\ aise\ - La sospensione dell’asta per la vendita della Casa d’Italia di Juiz de Fora rappresenta un importante risultato, frutto dell’immediata mobilitazione della collettività italiana e dei suoi rappresentanti, ma anche dell’attenzione che in questa occasione il governo ha dimostrato nei confronti della comunità italiana del Brasile.
Il pericolo non è del tutto sventato, visto che si tratta di una sospensione “temporanea”, ma difficilmente si potrà procedere sulla strada della vendita senza avere prima verificato seriamente le possibilità di una nuova soluzione in grado al contempo di preservare la continuità storico-culturale di un patrimonio fortemente voluto dagli immigrati dell’epoca e di valorizzare debitamente la lingua, la cultura e le tradizioni italiane.
Al Presidente della Casa d’Italia, Paulo Josè Monteiro de Barros, va riconosciuta la caparbietà con la quale è riuscito a difendere la sua entità e a sensibilizzare migliaia di persone che volontariamente hanno lasciato la loro testimonianza sulle reti sociali; la raccolta, in poche ore dalla notizia, di quasi diecimila firme contro il “leilao” è stato un primo significativo indice della vitalità di questa iniziativa.
Anche gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero hanno mostrato subito la loro determinazione; il Comites di Minas Gerais, presieduto da Silvana Sica, e il CGIE (la consigliera di Belo Horizonte Silvia Alciati e lo stesso Segretario Generale Michele Schiavone) si sono impegnati dal primo momento per evitare che la decisione del consolato potesse essere mantenuta.
Tutte queste proteste hanno avuto ascolto a Roma: il Sottosegretario e la Vice Ministra degli Affari Esteri, Ricardo Merlo e Marina Sereni, hanno avuto un ruolo-chiave nella sospensione dell’asta, facendo proprie le preoccupazioni della collettività in merito ad una vendita che avrebbe avuto il sapore di uno schiaffo a quasi cento anni di storia di uno dei più bei simboli dell’immigrazione italiana in Brasile.
Non poteva esserci così migliore maniera di rendere omaggio ai dieci anni del seminario sull’immigrazione italiana a Minas Gerais, organizzato dall’associazione “Ponte entre Culturas” e per coincidenza inaugurato proprio il giorno di apertura dell’asta. Non esiste infatti modo più bello di ricordare e rendere omaggio a questa epopea che il dovuto rispetto della nostra storia e la piena valorizzazione delle nostre tradizioni. (fabio porta*\aise)
* coordinatore del Pd per il Sud America

Newsletter
Rassegna Stampa
 Visualizza tutti gli articoli
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli