Crisanti (Pd): la tragedia di Marcinelle non può e non deve rimanere una sterile commemorazione

ROMA\ aise\ - L’8 agosto di 70 anni fa, nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio, un incendio provocò la morte di 262 lavoratori, di cui 136 immigrati italiani. Quelli, per Andrea Crisanti, Senatore del Pd eletto in Europa, era “136 connazionali che lasciarono l’Italia non per scelta ma per necessità, dettata da povertà estrema, da miseria e da mancanza di opportunità di riscatto. Hanno affrontato un lavoro pesantissimo, in condizioni precarie, e hanno perso la vita. Questo anniversario ci deve far riflettere sul fatto che i morti sul lavoro, in Italia, dopo 70 anni, sono più di mille all’anno. Per il 23% stranieri (dati INAIL), proprio come erano stranieri in Belgio i 136 italiani morti a Marcinelle”.
Per Crisanti, questo è un “dato che va analizzato con attenzione, perché gli stranieri nel nostro Paese rappresentano il 9,4% della popolazione. Ci sono possibili ragioni per le quali la percentuale di morti sul lavoro stranieri rappresenta una quota più che doppia rispetto alla loro incidenza sulla popolazione: o non vengono formati adeguatamente, o vengono prevalentemente assegnati a mansioni pericolose e rischiose. In ambedue i casi, è inaccettabile. La storia drammatica di Satnam Singh, il bracciante morto dopo essere stato scaricato davanti casa gravemente ferito anziché essere portato in ospedale è, purtroppo, solo la punta dell’iceberg”.
La tragedia di Marcinelle, dunque, “non può e non deve rimanere una sterile commemorazione. Ricordare il disastro di Marcinelle significa non permettere che lo stesso destino tocchi agli stranieri che oggi vengono a lavorare in Italia”. (aise)