Di Giuseppe (FdI) a “Il tempo”: riformare il voto all’estero

ROMA\ aise\ - “Non possiamo più girare la testa dall’altra parte. Il sistema del voto postale all’estero è strutturalmente debole, obsoleto e, come ho denunciato più volte, un veicolo per truffe che rischiano di alterare la volontà popolare”. Così Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d’Italia eletto in Centro e Nord America, che, in una intervista al quotidiano “Il tempo”, ha ribadito i numeri di quello che ha definito “uno scandalo che non può restare impunito”.
E cioè: “25 mila ultra centenari e 35mila dai 90 ai 100 anni nelle liste elettorali, molti dei quali deceduti da anni, ma che continuano a "votare". Fino a 1 milione di schede "farlocche" potenzialmente manipolabili. 40 milioni di Euro - di soldi pubblici chiaramente - spesi per un sistema che non garantisce sicurezza”.
Nell’intervista, Di Giuseppe interviene anche sul prossimo referendum: “la nostra battaglia con il comitato “Giustizia senza confini-italiani nel mondo per il Sì” è chiara: vogliamo una riforma della giustizia vera, ma vogliamo anche che il voto degli italiani nel mondo sia certo, sicuro e protetto”, sottolinea il deputato, secondo cui l’unica soluzione è “votare in presenza presso ambasciate e consolati. Basta schede intercettate dai soliti noti, basta manipolazioni”.
In vista del voto di marzo – con gli italiani all’estero che voteranno per corrispondenza – Di Giuseppe sottolinea: “la riforma della giustizia riguarda tutti noi: chi vive in Italia e chi, come noi, vive all'estero ma ha il cuore e gli interessi nelle istituzioni del proprio Paese. Non permetteremo che il futuro dell’Italia venga deciso da schede fantasma. Il voto è un diritto sacro, difendiamolo”.
L’intervista integrale raccolta da Pietro De Leo è disponibile a questo link. (aise)