I 90 anni di Berlusconi al Parlamento europeo: Tajani, Metsola e Weber ne ricordano l’eredità – di Alessandro Butticé

BRUXELLES\ aise\ - “Non è una commemorazione nostalgica”. Antonio Tajani ha scelto queste parole per spiegare il senso dell’incontro dedicato a Silvio Berlusconi nel giorno in cui avrebbe compiuto 90 anni. Al Parlamento europeo di Bruxelles, l’evento “Silvio Berlusconi. 90 anni: una storia italiana” ha riunito il segretario nazionale di Forza Italia, Vicepremier e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e il presidente del Partito popolare europeo Manfred Weber. A moderare gli interventi è stato l’eurodeputato forzista Salvatore De Meo, che ha accompagnato il passaggio dal ricordo personale alla riflessione sull’eredità politica del fondatore del partito.
Roberta Metsola, intervenuta in italiano, ha ricordato Berlusconi come padre, imprenditore, parlamentare italiano ed europeo, presidente del Consiglio e senatore: una figura che, ha osservato, ha segnato la storia politica italiana ed europea. Nel suo intervento ha posto l’accento sui valori della dignità della persona, della libertà, della responsabilità, della giustizia e della solidarietà, collegandoli alle scelte che attendono oggi l’Unione.
Dalla sicurezza alla transizione industriale, fino all’intelligenza artificiale, l’Europa attraversa, secondo la presidente del Parlamento, un momento decisivo che richiede visione e responsabilità. Metsola ha ringraziato Tajani – che ha ricordato come il “suo Presidente” - per il lavoro svolto prima alla guida dell’Eurocamera e oggi nel Governo italiano e in Forza Italia. Ha poi rivolto un riconoscimento agli eurodeputati del partito per l’impegno sulla semplificazione burocratica, sul sostegno agli agricoltori e sulla difesa dell’industria europea. In chiusura ha scelto di ricordare le parole con cui Berlusconi poneva la libertà al centro del proprio pensiero politico.
Manfred Weber ha riportato la commemorazione nella storia della famiglia popolare europea. Ha ricordato la decisione di Berlusconi di portare Forza Italia nel PPE nel 1999, definendola un passaggio decisivo anche per dare una forte voce italiana a quella famiglia politica. Del fondatore di Forza Italia ha messo in evidenza l’ambizione, la capacità di ascoltare e un linguaggio comprensibile ai cittadini. Ha evocato anche la propria esperienza nei rapporti con lui: pur essendo un politico più giovane, ha detto, non si sentiva trattato come qualcuno a cui impartire ordini o lezioni.
Un altro tratto ricordato da Weber è stato l’ottimismo dell’imprenditore, incline a vedere opportunità anche davanti alle difficoltà. Il presidente del PPE ha raccontato inoltre di un loro ultimo colloquio telefonico, nel quale Berlusconi parlava ancora del futuro dell’Unione e della necessità di fare di più insieme per la difesa europea. È su questa capacità di guardare avanti, ha osservato Weber, che la sua eredità può continuare a vivere. Rivolgendosi a Tajani, ha indicato nella guida attuale di Forza Italia il compito di portarla nel futuro, con il sostegno degli alleati popolari europei.
Antonio Tajani ha sviluppato proprio il tema dell’eredità politica. Ricordare Berlusconi, ha spiegato, significa riconoscere le radici di Forza Italia per costruirne il futuro. Al centro della sua visione ha posto la persona: lo Stato, nella lettura proposta dal ministro, deve essere al suo servizio e garantirne la libertà. È anche in questa affinità di valori, ha aggiunto, che va letta l’adesione di Forza Italia al Partito popolare europeo.
Per Tajani, Berlusconi immaginava un’Europa capace di competere, sostenere chi intraprende e permettere alle persone di realizzare i propri progetti, senza soffocarle con la burocrazia. Nel lungo intervento ha ricordato anche l’attenzione dell’ex presidente del Consiglio per il rapporto umano, il dialogo e la natura, accanto alla sua esperienza di imprenditore e di parlamentare europeo.
Ma Berlusconi, ha insistito Tajani, fu anche, e soprattutto, un uomo dell’Occidente. Nella sua visione, Europa e Stati Uniti erano parti di una comunità fondata sulla libertà e sulla democrazia, il cui legame non poteva dipendere soltanto dall’intesa con questo o quel presidente americano. Tajani ha richiamato, fra le questioni ancora aperte per l’Unione, la difesa europea e il superamento del voto all’unanimità.
La parola scelta dal segretario di Forza Italia per riassumere il lascito di Berlusconi è stata una “bussola”. Un’immagine ripresa più volte per dire che la celebrazione dei novant’anni non si esaurisce nel ricordo del fondatore, ma interpella il partito sulla direzione da seguire.
In questo percorso, la moderazione di Salvatore De Meo ha dato ordine e continuità a tre prospettive diverse: il saluto istituzionale di Metsola, la memoria della famiglia popolare europea affidata a Weber e la riflessione politica e personale di Tajani. Proprio il dialogo tra queste voci ha dato alla celebrazione di Bruxelles, organizzata dalla locale sezione, presieduta da Mattia de’ Grassi, il suo carattere europeo. (alessandro butticé\aise)