Legge elettorale/ Carè (Pd): la maggioranza manomette la rappresentanza democratica

ROMA\ aise\ - "Con l’approvazione della riforma elettorale alla Camera, la maggioranza ha compiuto uno strappo grave. Sulla Circoscrizione Estero non siamo davanti a una semplice modifica tecnica, ma a una vera e propria manomissione della rappresentanza democratica". Questa è le netta opinione di Nicola Carè, deputato del Pd eletto in Australia, riguardo la riforma della legge elettorale. Secondo l'eletto all'estero, "ridurre da quattro a due le ripartizioni alla Camera e trasformare l’intero pianeta in un’unica ripartizione per il Senato significa cancellare i territori per condizionare chi potrà rappresentarli".
“La maggioranza conserva formalmente dodici seggi, ma ne svuota la funzione" ha proseguito Carè che ha poi specificato: "una rappresentanza priva di reale rappresentatività è soltanto una facciata democratica. Intere aree del mondo rischiano di scomparire dal Parlamento, mentre le comunità numericamente più piccole saranno schiacciate dai bacini elettorali più grandi e organizzati. Africa, Asia, Oceania, Nord America e altre realtà fondamentali per l’Italia potrebbero non avere più alcuna voce".
Per Carè "esiste un serio e concreto profilo di compatibilità costituzionale. L’articolo 48 della Costituzione non garantisce agli italiani all’estero il semplice diritto formale di ricevere ed esprimere una scheda: impone che il loro voto sia effettivo. Se un cittadino australiano deve competere nello stesso bacino elettorale con milioni di elettori distribuiti in ogni continente, se non può più riconoscere una rappresentanza legata alla propria comunità e se intere aree sono condannate all’irrilevanza, quella effettività viene profondamente compromessa".
"La Corte costituzionale ha chiarito che le leggi elettorali non possono sacrificare in modo irragionevole l’effettività della scelta e la rappresentatività delle assemblee", ha spiegato l'eletto all'estero del Pd che ha specificato quale sia il rischio: "mantenere il voto sulla carta e svuotarlo nella sostanza. Non è accettabile che milioni di cittadini italiani siano ridotti a un indistinto serbatoio elettorale mondiale".
Per Carè, dietro tutto questo c'è un "evidente disegno politico: la destra non ha saputo costruire presenza, credibilità e consenso in molti territori e ora prova a cancellarli, ridisegnando le regole a proprio vantaggio. Ma le leggi elettorali sono le regole della democrazia, non abiti su misura per chi governa". Carè si è infine appellato al Senato, perché "elimini questa norma e ripristini le quattro ripartizioni. In caso contrario, ci opporremo in ogni sede parlamentare e costituzionale. Gli italiani nel mondo non permetteranno che il loro diritto alla rappresentanza venga sacrificato per qualche seggio in più". (aise)