Legge elettorale/ Di Sanzo (Pd): cancellate le storie e le voci di chi dall'altra parte dell'oceano crede ancora in questo Paese

ROMA\ aise\ - Un sistema di rappresentanza “maturato in 20 anni” “distrutto” da un emendamento. Così Christian Di Sanzo, deputato Pd eletto in Centro e Nord America, che ieri pomeriggio è intervenuto nell’Aula di Montecitorio nel corso dell’esame degli emendamenti alla legge elettorale. Tra essi, come noto, quello del Governo – approvato dall’Aula – che ha ridotto le ripartizioni della circoscrizione estero: da 4 a 2 per la Camera, da 4 a una sola per il Senato.
“Io ho lasciato l'Italia vent'anni fa, per poi decidere di tornarci nel ruolo più alto che si possa avere al servizio del proprio Paese, qua, in Parlamento. È un privilegio unico e un onore per il quale sarò sempre grato alle migliaia di cittadini italiani che mi hanno dato il loro voto e la loro fiducia”, ha detto Di Sanzo, eletto in Centro e Nord America, ripartizione che ora sarà accorpata a Sud America e Africa, Asia e Oceania. “Ma conscio che non sono solo in questo e che dietro di me vi è una comunità, alla quale ho cercato in questi anni di dare una voce, sperando anche di riuscirci, mi sento libero di potervi dire che oggi si sta compiendo un errore. È un errore che è grave per la modalità e per la sostanza”.
“Con questo emendamento cancellate le quattro attuali ripartizioni in favore di un collegio unico mondiale al Senato, come se una persona potesse tenere un comizio a New York, poi a Buenos Aires, poi a San Paolo, poi prendere un volo per Sydney, per finire a Londra, a Berlino e a Zurigo”, ha aggiunto il deputato. “Come se si potesse rappresentare tutto il mondo e si potesse viaggiare in continuazione senza mai stare in Parlamento, perdendo in maniera inequivocabile il rapporto tra eletto ed elettore, tra storie di comunità così diverse tra loro, perché ovviamente chi deve rappresentare tutto il mondo, chi deve rappresentare tutti... Quando rappresenti tutti, finisci per non rappresentare nessuno”.
L’emendamento, di fatto, penalizza “le comunità più piccole, quelle del Nord America, che ho l'onore di rappresentare, e quelle dell'Oceania” perché gli italiani residenti in America Latina sono di più. “La rappresentanza del Nord America sparirebbe per sempre, quella che è la storia di tanti emigrati, quella che in tanti, in questi anni, mi avete raccontato delle vostre famiglie. Quanti di voi mi hanno raccontato dei parenti negli Stati Uniti, in America, di chi aveva un nonno che è andato in America e poi è tornato. In questi anni ho avuto l'onore e il privilegio di rappresentarne la voce”.
Con un emendamento si “distrugge un sistema di rappresentanza che è maturato negli ultimi vent'anni, da quando è cominciato il voto all'estero, da quando in questi anni si è deciso di fare quella scelta coraggiosa”, ha detto ancora Di Sanzo. “E tante cose sono cambiate. Abbiamo organizzato una rappresentanza seria. Quella del Nord America era un progetto in cui ho creduto, che fosse inclusivo, che non escludesse nessuno, che rappresentasse nella sua pienezza le comunità storiche, ma, allo stesso tempo, potesse dare una voce a tanti di quei giovani che hanno deciso di lasciare l'Italia, di fare un'esperienza all'estero e, poi, di restarci, quei 150.000 giovani all'anno che vanno all'estero; una voce che credo, che ritengo debba trovare una rappresentanza”.
Con un emendamento “cancellate le storie e le voci di tanti e tante che dall'altra parte dell'oceano ancora credono in questo Paese, che ancora credono che il loro contributo possa portare qualcosa di buono, possa, nel loro piccolo, aiutare a migliorare questo Paese. Con questo emendamento la loro voce sparisce, e dovrete assumervi la responsabilità di averli cacciati due volte: non solo di averli fatti fuggire dall'Italia per la vostra incapacità di fare riforme in questo Paese, ma anche per avergli negato una voce in Parlamento”, ha concluso. “E, quando manca una voce in Parlamento, è una perdita per la democrazia, ma, soprattutto, è una perdita per il Paese”. (aise)