Legge elettorale/ La Marca (Pd): rappresentanza all’estero distrutta per qualche seggio in più

ROMA\ aise\ - Con la riforma della legge elettorale la maggioranza intende “distruggere la rappresentanza degli italiani residenti all'estero”. La scelta di diminuire il numero delle ripartizioni della circoscrizione estero – da 4 a 2 alla Camera, da 4 a 1 al Senato – è “grave, inopportuna e incostituzionale”. Ad affermarlo ieri, nell’Aula del Senato, è stata la senatrice Pd Francesca La Marca, intervenuta nella discussione generale sulla legge elettorale che prosegue oggi, 10 settembre.
Per la senatrice eletta in Centro e Nord America, “le modifiche proposte per la circoscrizione estero” appaiono “più legate agli equilibri elettorali della maggioranza che all'obiettivo di rafforzare la partecipazione democratica dei quasi 7 milioni di cittadini italiani nel mondo”.
“Non si sta ridisegnando la circoscrizione estero per tutelare, come dice qualcuno, i nostri connazionali nel mondo”, ha aggiunto la senatrice. “Gli italiani nel mondo lo hanno capito benissimo e perciò si sono mobilitati in massa, a prescindere dall'affinità politica, dai Comites alle Camere di commercio nel mondo, dal Consiglio generale degli italiani all'estero, alle associazioni socioculturali presenti sui territori. Questa riforma è stata pensata da una maggioranza che non vuole altro che accaparrarsi qualche seggio in più alle prossime politiche, sapendo benissimo che da sempre il centrosinistra ottiene ottimi risultati all'estero, con buona pace di qualunque pretesa di maggiore rappresentatività e democrazia”.
“Questo vergognoso tentativo di far passare per modernizzazione una scelta che peggiora il sistema rappresentativo dietro la finta promessa di una maggiore semplificazione e di un sistema più efficiente è del tutto inaccettabile e offende l'intelligenza delle nostre comunità all'estero”, ha accusato La Marca. “In difesa di questa scelta ho sentito alcuni colleghi della maggioranza sostenere che le nuove ripartizioni sarebbero troppo grandi per un parlamentare organizzato troppo in piccolo. Peccato che la rappresentanza politica non sia un'azienda e i cittadini non siano clienti da gestire attraverso una rete organizzativa ben strutturata, magari contro ogni malcelato tentativo di cambiare le regole del gioco a vostro favore. C'è bisogno di ricordarvi anche questo, come se mettere insieme in un'unica ripartizione Sud America, Nord e Centro America, Australia, Africa, Oceania, eccetera, non significasse snaturare completamente ogni caratteristica territoriale e costruire un bacino elettorale enorme dentro il quale realtà demografiche, sociali, economiche e politiche profondamente diverse rischiano di competere tra loro in condizioni tutt'altro che equilibrate”.
“L'attuale ripartizione territoriale introdotta dalla legge Tremaglia, all'epoca ministro appartenente al vostro schieramento politico, non è un semplice dettaglio burocratico, come ha ricordato qualcuno, ma uno strumento concreto e reale di rappresentanza politica”, ha sostenuto La Marca. “È il riconoscimento del fatto che le comunità italiane nel mondo hanno storie diverse, esigenze diverse e vivono realtà profondamente differenti tra loro. Il tentativo di cancellare queste diversità è una scelta che noi riteniamo profondamente sbagliata, non perché pensiamo che la normativa vigente sia perfetta”.
“Al contrario, siamo i primi a sostenere che la disciplina del voto degli italiani all'estero possa e debba essere migliorata attraverso una riforma organica, moderna, trasparente ed efficiente. Lo abbiamo sempre dimostrato attraverso le nostre svariate proposte sulla messa in sicurezza del voto per corrispondenza”, ha ricordato la parlamentare. “Un conto è correggere le criticità del sistema, altra cosa è distruggere gli strumenti attraverso i quali le diverse comunità italiane nel mondo possono far sentire la propria voce. Non è fantascienza questa, è aritmetica e tutti capiscono, o almeno dovrebbero capire che, consentendo che la rappresentanza venga progressivamente concentrata laddove esistono le comunità più numerose, come Europa e Sud America, si penalizzano quelle più piccole, come ad esempio Australia e Nord America. La democrazia rappresentativa – ha evidenziato – non può essere misurata soltanto contando gli elettori, deve anche interrogarsi concretamente sulla necessità che territori e comunità differenti abbiano voce”.
“È per questo che il nostro doveroso lavoro è quello di fermare questo scempio utilizzando l'unico strumento che abbiamo a disposizione: il confronto parlamentare, proprio per farvi capire fino in fondo la gravità di una scelta di questo genere”, ha detto ancora La Marca citando gli emendamenti – suoi e dei colleghi – con i quali si chiede di ripristinare il numero delle ripartizioni per “mantenere un criterio chiaro e direttamente collegato alla specificità delle diverse ripartizioni geografiche”.
“Se il Governo ritiene che ci siano problemi di trasparenza, li affronti. Se ritiene che ci siano problemi nelle procedure di voto, li corregga. Se ritiene necessario rafforzare i controlli, lo faccia, ma, per favore, non prenda in giro i quasi 7 milioni di italiani nel mondo, di cui offende, con questa riforma, l'intelligenza e l'onestà intellettuale”, ha concluso La Marca. “Questo sarà il vostro lascito. Avrete avuto il merito di tradire, per puro opportunismo politico, il patto di fiducia che da oltre vent'anni lega i nostri concittadini all'estero alla vostra amata e tanto decantata Madrepatria. Non posso fare altro che rammentarvi questo, magari nella speranza che proprio nelle ultime battute di questa scellerata discussione possiate avere la lungimiranza di comprendere che procedere con l'approvazione di questa riforma rappresenterà un vero e proprio misfatto politico, che voi consegnerete alla storia dell'emigrazione italiana nel mondo. Complimenti”. (aise)