Referendum: all’estero vince il “sì”

ROMA\ aise\ - In controtendenza rispetto all’Italia, gli italiani all’estero hanno votato convintamente a favore della riforma sulla giustizia approvata dalla maggioranza, ma bocciata dal totale degli elettori che hanno partecipato al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.
A scrutinio terminato poco dopo la mezzanotte, il risultato dell’estero ha visto il “sì” imporsi con il 56,34% dei voti validi (803.632) contro il 43,66% del “no” (622.652 voti). La partecipazione si è attestata al 28,53%, con l’America Latina prima circoscrizione per numero di votanti (33,74%) seguita dall’Europa (26,91%), il Centro e Nord America (22,45%) e Africa, Asia, Oceania e Antartide (22,18%).
Su 5.478.839 aventi diritto, hanno votato 1.563.377 persone. Molte le schede nulle, 120.584, così come le schede bianche: ben 16.075. 434 le schede contestate.
Ma come hanno votato gli italiani all’estero? Netta l’affermazione del “sì”, che chiude a 13 punti percentuale dal “no”, ovunque tranne che in Europa.
Nel vecchio continente il “no” si impone in quasi tutti i Paesi: quasi plebiscitario in Islanda (87,74%), e poi via via in Danimarca (79%), Svezia (74,9), Paesi Bassi (73,1%), Austria (70%), Irlanda (67,4%), Grecia (63,4%), Belgio (61,4%), Regno Unito (61%), Lussemburgo (60,7%), Francia (58,6%), Polonia (55,70%), Portogallo (57,2%), Germania (53,7%), Spagna (51,8%) fino al quasi pareggio della Svizzera (50,9%).
Il “sì” vince nei Paesi esteuropei e nei Balcani. E nelle altre tre circoscrizioni.
A cominciare dal Sud America, dove, come detto, ha votato il 33,74% degli aventi diritto al voto. Il Sì si impone con l’87,4% in Venezuela, Con l’81,8% in Ecuador, e poi in Cile (79,4%), Perù (75,3%), Colombia (74,6%), Argentina (72,3%), Brasile (71,5%), Uruguay (61,9%).
In Centro e Nord America hanno votato a favore della riforma dal Canada (61,5%), Stati Uniti (54%), El Salvador (79,07%), Panama (75,89%), Repubblica Dominicana (68,09%), Messico (61,5%), Costa Rica (61,24%).
Nella quarta ripartizione hanno votato sì in Australia (52,6%) così come in Sudafrica (77%), dove risiedono ancora le più numerose collettività dell’area, mentre il “no” ha vinto in Cina (59,26%), Giappone (66,64%), India (66,77%), Nuova Zelanda (62,76%) e Corea del Sud (72,85%).
Nel complesso, cioè calcolando i voti “italiani” e quelli all’estero, il “no” ha vinto con il 53,23% dei voti validi. La partecipazione dei connazionali – che hanno votato per corrispondenza – al 28,53% fa scendere il dato definitivo sull’affluenza al 55,70%. (m.c.\aise)