Referendum/ Sirigu (Pd Manchester): ritardi e anomalie nel voto degli italiani all’estero anche nel Regno Unito

MANCHESTER\ aise\ - “Gli italiani residenti all’estero stanno iniziando in questi giorni a ricevere i plichi elettorali che consentiranno di partecipare al referendum. Mentre in Italia si voterà nelle giornate del 22 e 23 marzo, per gli elettori all’estero le buste contenenti il voto dovranno pervenire ai consolati entro giovedì 19 marzo alle ore 16:00. Purtroppo, le operazioni di voto all’estero stanno registrando numerosi ritardi e anomalie, anche nel Regno Unito”. È quanto afferma Giulia Sirigu, segretaria del Partito Democratico Manchester e membro del Comitato per il NO UK.
Il Governo, accusa l’esponente dem, “aveva già provato a impedire, di fatto, la partecipazione degli italiani all’estero al referendum: prima con il tentativo di non far votare gli italiani residenti fuori dall’Italia, poi con uno stanziamento di fondi assolutamente insufficiente rispetto a quanto necessario per organizzare correttamente il voto all’estero. Le risorse messe a disposizione ammontano infatti a 25 milioni di euro, appena il 50% dei circa 50 milioni necessari. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Consolati già in forte difficoltà, con carenza di personale e servizi spesso al limite, si sono trovati a dover gestire un processo complesso con risorse insufficienti, venendo ulteriormente sovraccaricati di lavoro e responsabilità. Questo sta generando disorganizzazione, ritardi e problemi concreti nell’esercizio del diritto di voto”, denuncia la Segretaria del Pd Manchester.
“In molte zone del Nord dell'Inghilterra, ad esempio a York, diversi cittadini segnalano di non aver ancora ricevuto il plico elettorale a oltre una settimana dall’inizio delle operazioni di voto”, riporta Sirigu. “Il taglio dei fondi e il ridimensionamento degli strumenti di rappresentanza degli italiani all’estero hanno messo seriamente a rischio la partecipazione democratica. E oggi purtroppo ne vediamo le conseguenze. In diversi territori, tra Francia e Spagna, molti cittadini segnalano di non aver ancora ricevuto il materiale informativo e, in alcuni casi, neppure le schede elettorali per poter votare. Segnalazioni simili arrivano anche dal Sud America. In alcuni Paesi si registrano inoltre anomalie gravi nella composizione dei plichi elettorali. In Francia, un numero significativo di plichi è arrivato senza le schede di voto. A Londra, invece, sono stati segnalati casi di plichi contenenti buste per la spedizione già sigillate con la scheda elettorale al loro interno, impedendo agli elettori di esercitare correttamente il proprio diritto di voto. Se le buste vengono aperte e richiuse, infatti, non possono essere validate secondo la normativa vigente”.
“Ma c’è di più. Stanno emergendo anche notizie secondo cui, in alcuni Paesi, fondi pubblici e canali istituzionali di comunicazione con i cittadini sarebbero stati utilizzati per fare campagna per il Sì. Un fatto gravissimo, se confermato, perché le istituzioni dovrebbero garantire neutralità e correttezza nel processo democratico, non influenzarlo. La questione è stata già denunciata alla Camera dei Deputati dall’onorevole Toni Ricciardi”, continua Sirigu, che con il Comitato per No, prosegue le attività sul territorio per informare le cittadine e i cittadini sugli effetti della riforma.
“Continueremo a monitorare che i plichi arrivino a tutte le elettrici e a tutti gli elettori iscritti AIRE in tutti i territori e che le operazioni di voto si svolgano correttamente e senza intoppi”, conclude Sirigu. “Continueremo inoltre a monitorare e denunciare le anomalie presenti nelle operazioni di voto all’estero e ricordiamo a tutte e tutti che, nel caso non avessero ricevuto il plico elettorale, è possibile richiedere un duplicato al proprio consolato di appartenenza”. (aise)