Ricciardi (Pd): votare "No" al referendum per non sdoppiare il CSM

ROMA\ aise\ - Indebolisce il Presidente della Repubblica creando un sistema senza arbitro che costerà 100 milioni di euro in più ogni anno. Questi, in sintesi, sono i tre problemi elencati da Toni Ricciardi, deputato del Pd eletto in Europa, riguardo uno dei “punti più critici” della riforma che è al centro del Referendum Giustizia, e per i quali si dovrebbe votare “NO”: ossia lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura.
“Oggi – ha spiegato - esiste un solo CSM, presieduto dal Presidente della Repubblica. Con questa riforma ne nascerebbero due: uno per i magistrati requirenti (i PM), uno per quelli giudicanti (i giudici). Entrambi sempre presieduti dal Capo dello Stato, ma separati”.
I problemi, secondo Ricciardi, sono tre:
Il primo riguardo l’indebolimento del ruolo del Presidente della Repubblica: “questa riforma, pezzo per pezzo, svuota le prerogative del Capo dello Stato. E aggiunge una nuova Alta Corte di cui il Presidente non fa nemmeno parte, lui, che è il garante della Costituzione”.
Il secondo invece è il rischio che si crei un sistema senza arbitro: “oggi, se tra un giudice e un PM nasce un conflitto, il CSM deve trovare una soluzione. Con due CSM separati, ognuno darà ragione al “suo”. A decidere sarà allora l’Alta Corte — un organismo con una composizione a chiara prevalenza politica. Il risultato? Alcune cose semplicemente non si potranno più fare”, ha spiegato ancora il deputato eletto all’estero.
Il terzo problema riguarda i costi, che a quanto riferito dall’On. Ricciardi costerà 100 milioni di euro in più ogni anno: “ogni poltrona in questi nuovi organismi vale tra i 240.000 e i 350.000 euro l’anno di stipendio. È questo il modo per rendere la giustizia più efficiente? Per garantire davvero la legge uguale per tutti? La risposta, per noi, è NO”, ha concluso. (aise)