SSN per gli Aire/ Vecchi (Pd): forti criticità, la legge va corretta

ROMA\ aise\ - "Il provvedimento adottato in via definitiva, negli scorsi giorni, dal Senato, per consentire, in maniera onerosa, agli italiani residenti nei Paesi extra-europei di accedere alle prestazioni sanitarie in Italia, presenta forti criticità (dovute alle scelte compiute dal Governo e dalla maggioranza di centrodestra) che devono essere urgentemente corrette". È quanto dichiara in una nota Luciano Vecchi, responsabile per gli italiani nel mondo del Partito Democratico.
“I parlamentari PD della Circoscrizione Estero – ricorda Vecchi – avevano presentato, a inizio legislatura, una proposta di legge - a prima firma di Christian Di Sanzo - per includere gli italiani all'estero nei Paesi extra-europei nel servizio sanitario nazionale, venendo incontro alle legittime richieste dei nostri connazionali residenti all'estero. La norma adottata ha però ben poco a che fare con la proposta del Partito Democratico e prevede, invece, la possibilità, per i cittadini residenti all'estero in paesi extra-europei di usufruire del servizio sanitario nazionale solo a fronte del pagamento di un contributo di 2000 euro l'anno”.
“Purtroppo nessuna delle nostre proposte di emendamento è stata accolta dalla maggioranza”, continua l’esponente democratico. “Avremmo infatti voluto - coerentemente con quanto accade in Italia – un contributo proporzionale al reddito, una esenzione per gli studenti e per i pensionati che pagano in Italia le tasse sulla propria pensione. Vi è poi una vera e propria “trappola”: chi inizia a versare il contributo è obbligato a farlo per tutta la vita, pena il pagamento degli arretrati”.
Il testo, annota Vecchi, “presenta inoltre incertezze applicative e rischi di discriminazione per i connazionali che - come normalmente accade - alternano periodi di residenza in Italia e all'estero. Sono queste le ragioni per cui - a fronte peraltro della reiterata indisponibilità di governo e maggioranza a un confronto costruttivo sulle problematiche degli oltre 7 milioni di italiani che vivono, studiano e lavorano nel mondo - chiediamo di modificare un provvedimento che - conclude Vecchi - non fornirà risposte adeguate alla grande maggioranza dei nostri concittadini". (aise)