Supporto sanitario per gli italiani bloccati dal covid all’estero: Spena (Fi) interroga Di Maio

ROMA\ aise\ - Trovarsi positivi al covid in un Paese estero che non dispone di covid hotel: accade in questi giorni ad alcuni italiani – per varie ragioni in transito o temporaneamente all’estero - a causa dell’aumento dei contagi dovuti alla variante omicron. Alla luce di alcuni casi riportati dalla stampa nazionale, la deputata Maria Spena (Fi) ha presentato una interrogazione al Ministro degli affari esteri Luigi Di Maio per chiedere che ambasciate e consolati forniscano supporto – anche alimentare in caso di connazionali bloccati in aeroporto – agli italiani in difficoltà.
Nella premessa, Spena ricorda che “il 14 dicembre 2021 il Ministro della salute, Roberto Speranza, ha firmato un'ordinanza concernente “Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19” che prevede l'obbligo del test negativo in partenza per tutti gli arrivi anche dai Paesi dell'Unione europea dal 16 dicembre 2021 al 31 gennaio 2022; per l'ingresso in Italia sarà obbligatorio il possesso della certificazione di essersi sottoposto nelle settantadue ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale a un test molecolare, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo, o a test antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo, nelle ventiquattro ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale”.
“Sul sito dell'Ambasciata d'Italia a Praga – riporta Spena – è stato pubblicato un aggiornamento del 27 dicembre 2021 relativo a “nuove restrizioni per l'ingresso in Repubblica Ceca dal 27 dicembre 2021”, nel quale si legge che: “al momento in Repubblica ceca non esistono Covid hotel, né strutture predisposte per l'accoglienza dei turisti positivi al Covid. Gli hotel cechi di solito rifiutano ospiti positivi al Covid. I cittadini italiani positivi al Covid possono fare rientro in Italia, con mezzo privato, soltanto dopo aver ricevuto un'autorizzazione speciale dalla ASL di appartenenza. In caso di positività al Covid, l'unica soluzione abitativa possibile è la prenotazione di un appartamento Airbnb, scegliendo l'opzione "self check-in". Tuttavia, potrebbe essere difficile trovare appartamenti immediatamente liberi. Il turista italiano che contrae il Covid in Repubblica ceca, asintomatico o con sintomi lievi, può quindi trovarsi senza un alloggio e nell'impossibilità di rientrare in Italia”; in data 28 dicembre 2021 la testata online “Fanpage” ha riportato la vicenda di due ragazzi italiani che, di ritorno da una vacanza in Finlandia prenotata mesi prima su un corridoio Covid Free, una volta risultati positivi ad un test antigenico fatto in un laboratorio nei pressi dell'aeroporto di Helsinki, sarebbero stati “chiusi in quarantena dalle 4 del mattino, con solo una bottiglietta d'acqua e due sedie” per poi essere condotti in un ostello nelle vicinanze della capitale finlandese a trascorrere la quarantena di almeno dieci giorni”.
Posto che “l'aumento dei contagi da Covid-19 e la diffusione della variante Omicron in tutta Europa rende più probabile la possibilità che si verifichino casi di italiani non residenti all'estero impossibilitati a tornare in Italia dopo essere stati trovati positivi al test nei Paesi esteri visitati per vacanza o soggiorno breve”, la deputata chiede al ministro “se sia a conoscenza del fatto che, come indicato nel sito ufficiale dall'ambasciata d'Italia a Praga, in Repubblica Ceca “non esistono Covid Hotel, né strutture predisposte per l'accoglienza dei positivi al Covid” e se sia a conoscenza di altri Paesi che non dispongano di Covid Hotel e di strutture predisposte per l'accoglienza dei positivi al Covid, o dove si riscontri la tendenza a rifiutare ospiti positivi al Covid, così come riportato sul sito ufficiale dell'Ambasciata d'Italia a Praga”.
A Di Maio Spena chiede anche “quali concrete e urgenti iniziative intenda assumere per garantire che i cittadini italiani risultati positivi nei sopramenzionati Paesi e, dunque, impossibilitati a tornare in Italia, abbiano, sebbene con oneri a proprio carico, un posto sicuro in cui trascorrere la quarantena di almeno dieci giorni” e, infine, “quali urgenti iniziative intenda porre in essere, tramite le ambasciate ed i consolati, per fornire un supporto sanitario ed alimentare minimo ai cittadini italiani a cui viene riscontrata la positività al Covid-19 tramite test realizzati in laboratori situati nei pressi degli aeroporti, onde evitare situazioni come quella denunciata dall'articolo di Fanpage relativo alla vicenda di due ragazzi italiani in Finlandia”. (aise)