Troppe “attività spirituali” per il personale del Maeci: Scalfarotto (Iv) interroga Tajani

ROMA\ aise\ - “Messe, attività di preghiere e momenti religiosi” svolti alla Farnesina durante gli orari di lavoro “ledono il principio di laicità dello Stato?”. A chiederselo è Ivan Scalfarotto, senatore di Italia Viva, che ha presentato in merito una interrogazione al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani.
“Organi di stampa riportano come in una lettera inviata al segretario generale Guariglia, il sindacato unico dei diplomatici avrebbe chiesto una drastica riduzione delle attività "spirituali" messe in atto alla Farnesina da padre Marzo Malizia, il sacerdote nominato dal Ministro, Antonio Tajani, cappellano ufficiale del Ministero degli affari esteri un anno fa”, riporta il senatore nella premessa. “Come si legge nel comunicato “le ripetute iniziative di preghiera nonché le funzioni religiose svolte o annunciate in orario d'ufficio” pongono “una serie di interrogativi di carattere organizzativo e amministrativo” imponendo una serie di delucidazioni in merito a quali siano le conseguenze per i dipendenti in caso di mancata partecipazione alle messe, ai rosari e alle preghiere organizzate da padre Malizia, nonché alla “contabilizzazione delle eventuali ore di assenza del personale che decidesse di aderire a tali eventi (che si tengono in orario d'ufficio, pur non trattandosi di orario di massima operatività)”; nel medesimo comunicato, inoltre, - continua il senatore – si chiedono chiarimenti circa l'avviso apparso sulla piattaforma della Farnesina, che invita a prendere parte a un pellegrinaggio in Terra Santa, sollevando interrogativi sulle modalità di individuazione dell'agenzia di viaggi indicata quale organizzatrice, chiedendo se siano state rispettate le procedure previste dal Codice degli appalti pubblici, considerato altresì come l'organizzazione logistica non sia dell'amministrazione ministeriale, ma venga ugualmente pubblicizzata mediante mezzi di diffusione istituzionali. Nel passaggio conclusivo, infine, viene giustamente sottolineato come le costanti attività religiose organizzate all'interno della Farnesina stiano minando il rispetto della laicità dello Stato e viene ricordato, inoltre, come tale principio rappresenti “un principio di primaria importanza e che riteniamo debba essere costantemente tutelato” nel rispetto di “tutte le confessioni religiose presenti tra le funzionarie e i funzionari della Farnesina”, nonché del “pluralismo che contraddistingue la nostra Amministrazione””.
Secondo Scalfarotto, “quanto rappresentato nel comunicato dei diplomatici al segretario generale Guariglia evidenzia gravissime carenze sul piano istituzionale: non è ammissibile che un dicastero diventi un luogo di culto religioso, dove si celebrano ripetute attività religiose in orario di lavoro, ledendo così in modo profondo il principio di laicità, che deve contraddistinguere qualsiasi attività amministrativa, come sancito nella nostra Costituzione”. Ed è quindi “necessario che il Ministro in indirizzo si attivi al fine di dare seguito alle istanze avanzate nel suddetto comunicato, affinché sia rispettato il principio di laicità dello Stato e siano preservati gli interessi e le prerogative di tutti i funzionari del dicastero”.
A Tajani, il senatore chiede di sapere “se sia a conoscenza della lettera inviata al segretario generale Guariglia come riportata in premessa e quali risposte intenda fornire alle istanze avanzate dai diplomatici in merito al carattere eccessivo e pervasivo delle attività religiose organizzate all'interno del dicastero” e “se non ritenga che le ripetute messe, attività di preghiere e momenti religiosi svolte all'interno del dicastero durante gli orari di lavoro non ledano il principio di laicità dello Stato”. (aise)