MORTE DARCY LOSS LUZZATO/ IL CORDOGLIO DI ZAIA: LA CULTURA VENETA NEL MONDO DA OGGI È PIÙ POVERA

MORTE DARCY LOSS LUZZATO/ IL CORDOGLIO DI ZAIA: LA CULTURA VENETA NEL MONDO DA OGGI È PIÙ POVERA

VENEZIA\ aise\ - Darcy Loss Luzzato, il più grande scrittore sudamericano in Talian, la lingua chiamata anche “Veneto-Brasiliano” parlata normalmente nel Rio Grande do Sul, è stato “uno dei principali esponenti di quella Cultura veneta che da oggi, senza di lui, è più povera”. A parlare dello scrittore scomparso ieri è stato anche il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha specificato l’importanza della cultura veneta esportato dai migranti regionali nel mondo, ed in particolare nel Rio Grande do Sul, in Brasile, dove la presenza veneta si identifica con la società intera e, ancor oggi, sono conservate intatte usanze, lingua e tradizioni che erano proprie della nostra gente oltre un secolo fa.
“Ho conosciuto Luzzato qualche anno fa e mi ha fatto dono di alcuni suoi libri - ha ricordato ancora Zaia -. Più di ogni altro è riuscito a trasmettere la meraviglia di come la lingua che qui è considerata da tanti un dialetto, nell’800 sia stata trasmessa dai nostri emigranti alla stessa popolazione locale del Rio Grande al punto che oggi è parlata correntemente e usata e da tutti”.
“I nomi delle città riograndesi di Nuova Bassano e Nuova Padua dicono più di tanti discorsi qual è stato il lavoro dei veneti in quel territorio - ha spiegato ancora il governatore -. Erano gli anni Settanta dell’800 quando arrivarono i primi veneti; una landa desolata è fiorita, offrendo quella fortuna che a casa era negata. Ma il sostentamento non fu l’unico obbiettivo di quelle persone; il lavoro significò portare cultura e progresso, aiutare chi già vi abitava senza perdere i forti legami con le origini. Il termine Talian, oggi identifica tutti, discendenti sia degli immigrati sia degli indigeni. Luzzato era figlio di questa realtà che ha saputo così bene rappresentare e descrivere. È stato uno dei maggiori rappresentanti di quel Veneto, formato da tante comunità ancora vitali fuori dai confini nazionali”. (aise) 

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