TORELLINI (UGL): NON SI TOCCHI IL DIRITTO DI OPZIONE PREVIDENZIALE PER I FRONTALIERI IN SVIZZERA

TORELLINI (UGL): NON SI TOCCHI IL DIRITTO DI OPZIONE PREVIDENZIALE PER I FRONTALIERI IN SVIZZERA

ROMA\ aise\ - “In Ticino alcuni partiti sono sempre più alla ricerca di motivi da lana caprina per complicare la vita dei frontalieri”. È la pesante accusa del rappresentante Ugl Scuola Estero Francesco Torellini all'UDC ticinese che, afferma, “molto attiva nell'indirizzare il malcontento della popolazione per gli alti costi della vita verso i lavoratori frontalieri italiani, adesso tira un altro coniglietto nero dal cilindro”.
“I frontalieri”, spiega Torellini, “come tutti coloro che esercitano un'attività lucrativa in Svizzera, sono assoggettati all'obbligo di pagare la cassa malati ma le norme prevedono anche la possibilità di rimanere assicurati nel Paese di residenza utilizzando un'opzione. Logicamente la quasi totalità dei frontalieri italiani evita di assicurarsi in Svizzera”.
In particolare, riporta Torellini, il “Diritto di opzione” è previsto da accordi specifici che la Svizzera ha siglato con gli Stati limitrofi (Germania, Austria, Francia, Italia) e che “permettono alle persone ivi domiciliate di assicurarsi nel loro Paese di domicilio”. Secondo questi stessi accordi, “gli interessati che non intendono assicurarsi in Svizzera devono presentare una domanda di esenzione dall’obbligo di assicurazione, nei tre mesi che seguono l’inizio del contratto di lavoro, presso l’autorità competente del Cantone in cui lavorano”.
Contro il diritto di opzione il consigliere nazionale UDC Piero Marchesi ha presentato una interpellanza nella quale sottolinea che, cosi stando le cose, a parità di salario lordo in franchi, le spese di un frontaliere con residenza italiana sarebbe inferiori rispetto ad un lavoratore svizzero. “Basandosi quindi sul nobile principio economico del “mal comune, mezzo gaudio”, vorrebbe indebolire maggiormente anche il poter d'acquisto dei frontalieri. L'idea concreta”, critica Torellini, “è quella di produrre una diminuzione in Ticino dei premi cassa malati facendo rimpinguare dai 78.000 frontalieri i conti delle compagnie”.
Il rappresentante Ugl contesta tutto il ragionamento e argomenta: “se un frontaliere viene assicurato obbligatoriamente in Svizzera, per ovvie ragioni le sue necessità sanitarie peseranno sul sistema sanitario svizzero e quindi sui conti della compagnia assicuratrice”. In secondo luogo, “vedendosi ridotto il poter di acquisto, i frontalieri potrebbero ridurre il loro apporto economico all'economia locale ad esempio sospendere le colazioni,i pranzi le pause al bar”. Terzo, “spesso i frontalieri hanno contratti non al 100%, quindi salari più bassi, che rimangono dignitosi per pochi franchi. Diverse anche le situazioni di salari al minino, per non parlare poi dei casi dove sono veramente sottopagati”.
“In verità ad oggi un premio cassa malati in Ticino si aggira di poco sotto i 300chf mentre nei Grigioni ancora meno”, aggiunge Torellini, per poi precisare che “il contributo indiretto all'economia locale aumenta notevolmente in base alla tipologia di frontaliere”.
Due sono le varianti indicate dalla legge: “possono scegliere se rientrare quotidianamente o se risiedere tutta la settimana in Svizzera quali dimoranti settimanali. I frontalieri che fanno rientro al loro domicilio all'estero soltanto ogni settimana devono comunicarlo al controllo abitanti del luogo di lavoro e, se diverso, del luogo in cui risiedono”. Quanto alla seconda categoria, “soggiornando più tempo in Svizzera spende più soldi a livello locale spesa che potrebbe decidere di ridurre se dovesse ridurre le spese non obbligatorie”.
“Poi tutti sanno che l'altro vero motivo che rende poveri i lavoratori residenti in Svizzera sono gli esorbitanti costi degli affitti, pari a circa 4 volte i premi delle casse malati”, evidenzia Torellini. “Si tratta di una regione di confine dove interagiscono due Paesi con un “caro vita” molto diverso ed è indubbio che ci siano delle peculiarità che da un lato attraggono i lavoratori e dall'altro i datori di lavoro”.
“Questo tipo di proposte”, chiosa Torellini, “non soddisfa nessuna delle categorie citate, mentre ci sembra ovvio”, conclude, 'che la mancata ratifica dell'accordo fiscale sulla tassazione dei frontalieri sia l'obiettivo che si intende colpire”. (aise)


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